Cultura e spettacoli

Lomparfe, la 13esima "passeggiata" narrativa di Acquaroni sabato a Santa Chiara

Un opera diversa, che a momenti sfiora lo stile fantasy, surreale, quasi lisergico, abile escamotage per toccare temi profondi

La copertina del volume "Lomparfe"
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E’ nella spasmodica ricerca dell’uomo perfetto, una ricerca che non si pone limiti, che si snoda la narrazione dell’ultimo libro di Mauro Acquaroni “LOMPARFE”, titolo che già da solo premonisce uno svolgimento fuori dagli schemi. E’ la storia di un visionario e allucinato dandy parigino, Lemieux Dieudonné, che stila un progetto surreale, curioso ed inquietante. A raccontarci la storia è Hugo Barthelet suo compagno d’avventura, che in quell’avventura vi capita per caso e porta il lettore attento in un vortice di riflessioni che spaziano tra filosofia, antropologia, politica, sociologia, psicologia.

Il libro sarà presentato Sabato 16 Maggio, alle ore 17 presso la Fondazione Santa Chiara

Così ne parla l’autore:

“In questa tredicesima passeggiata narrativa ho voluto raccontare del desiderio di perfezione che anima l’uomo non distratto dalle comuni esigenze, quelle che fanno alzare i rassegnati ogni mattina per andare al lavoro perché altrimenti non mangia. Questo uomo, libero dai primari bisogni, mal sopporta le limitazioni, quindi ipotizza la nascita di un uomo perfetto (l’Homme Parfait) prendendo dal mercato quanto di meglio il mercato offre, perché alla fine, tutto il mondo non è che un immenso mercato e quel che non si vende si compra.

Quest’uomo, Dieudonné, si crede Prometeo, basta a sé stesso, non ha bisogno di nessuno se non di una spalla, o meglio uno spettatore, Hugo, perché la sua vita, il suo progetto non avrebbe senso se non ci fosse nessuno ad assistervi. In questo racconto breve (ho sempre il terrore di stancare il lettore) colgo l’occasione per raccontare in modo sintetico, e talvolta forse un poco socio-politico, la fragilità umana in parecchie delle sue forme, ma anche gli aspetti più oscuri e inquietanti di una umanità ormai alla deriva. Tutto si svolge a Parigi, città che contiene tutto il mondo e che, come Dieudonné, basta sé stessa; ma che senso avrebbero le sue pietre se nessuno si soffermasse ad osservarle?”.

Un opera diversa, che a momenti sfiora lo stile fantasy, surreale, quasi lisergico, abile escamotage per toccare temi profondi.

Giovanna Anversa

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