Pizza, pasta e non solo: i ragazzi di Meraki sono aiuto cuochi coi baffi (e diploma)
Grande soddisfazione anche da parte di Meraki. “Le persone con disabilità – sottolinea Cristina Cirelli – sono risorse preziose, e ci teniamo a ribadirlo perché oggi questo è un dato evidente"
I ragazzi di Meraki e Thisability hanno concluso un bellissimo percorso di crescita professionale: non più soltanto impegnati nel servizio in sala, ma protagonisti anche in cucina come veri e propri chef, grazie alla collaborazione con il ristorante La Sconosciuta Compagnia e la Fondazione Consulenti per il Lavoro.
“Abbiamo accompagnato i ragazzi – spiegano Mattia e Margherita del ristorante – nello sviluppo non solo delle tecniche, ma soprattutto della creatività in cucina e nell’arte della pizza. Abbiamo lavorato sulla pasta fresca, preparando tortelli, crostate, torte e dolci, ma anche su tutto il mondo degli impasti e della pizzeria: dalla stesura a mano della pizza fino alla cottura e sfornata. Un percorso completo, pensato per trasmettere tutte le competenze professionali e tecniche necessarie a un aiuto pizzaiolo e a un aiuto cuoco”.
“Soprattutto grazie ai fondi del programma GOL – spiega Sara Cortese della Fondazione Consulenti per il Lavoro – un’iniziativa di Regione Lombardia dedicata all’occupabilità, siamo riusciti a realizzare questo progetto coinvolgendo realtà che già operano sul territorio, sia nei servizi dedicati ai ragazzi sia nella progettazione di percorsi formativi. I partecipanti hanno seguito un percorso durato circa tre mesi che li ha portati a conseguire una certificazione regionale di competenze. Hanno quindi ottenuto una vera e propria qualifica professionale attraverso il superamento di un esame”.
Grande soddisfazione anche da parte di Meraki. “Le persone con disabilità – sottolinea Cristina Cirelli – sono risorse preziose, e ci teniamo a ribadirlo perché oggi questo è un dato evidente. Non sono persone destinate soltanto all’assistenza, ma persone capaci di lavorare, crescere e dare un contributo concreto. È fondamentale offrire loro l’opportunità di dimostrare ciò che sanno fare, e farlo bene”.
E lo sguardo è già rivolto al futuro. L’obiettivo è proseguire innanzitutto con il servizio in sala, avviato ormai un anno e mezzo fa, attraverso i pranzi e il servizio ai tavoli. In programma ci sono poi nuovi corsi di caffetteria – dopo una prima esperienza al Santa Chiara – e ulteriori attività di cucina, sia con i ragazzi che hanno già partecipato al progetto sia con nuovi partecipanti.