Il CRL appoggia Malagò: e il piadenese Morelli spiega perché in tre punti
Al centro del documento programmatico presentato dai Delegati assembleari della LND Lombardia ci sono sostenibilità economica, semplificazione amministrativa e tutela concreta delle società dilettantistiche
Il Comitato Regionale Lombardia scioglie le riserve e appoggia Giovanni Malagò come nuovo presidente della FIGC. All’Assemblea federale del 22 giugno, a Roma, sarà presente anche il piadenese Attilio Morelli, presidente della Martelli, in qualità di delegato.
Al centro del documento programmatico presentato dai Delegati assembleari della LND Lombardia ci sono sostenibilità economica, semplificazione amministrativa e tutela concreta delle società dilettantistiche. Una piattaforma articolata che punta a garantire un futuro stabile al calcio di base, oggi sempre più schiacciato da costi e burocrazia.
Una piattaforma per salvare il calcio dilettantistico
In vista dell’Assemblea FIGC del 22 giugno 2026, i Delegati della Lega Nazionale Dilettanti Lombardia hanno deciso di portare all’attenzione del sistema federale e di Malagò una proposta chiara e misurabile, costruita attorno ad alcuni temi centrali.
Il calcio dilettantistico rappresenta infatti una componente essenziale del movimento calcistico nazionale: oltre 12 mila società e più di un milione di tesserati, con una funzione educativa e sociale che va ben oltre l’organizzazione dei campionati. Senza interventi strutturali, però, molte realtà rischiano di non riuscire più a sostenere il proprio ruolo sul territorio.
Sanatoria fiscale e meno burocrazia
Il primo punto riguarda la richiesta di una sanatoria fiscale e amministrativa successiva all’entrata in vigore della riforma dello sport introdotta dal D.Lgs. 36/2021.
La riforma ha modificato profondamente l’organizzazione di ASD e SSD, introducendo nuovi obblighi su lavoro sportivo, compensi, contrattualistica e fiscalità. Molte società dilettantistiche, spesso rette dal volontariato di dirigenti e collaboratori, si sono trovate a dover affrontare procedure complesse e sistemi ancora non pienamente efficienti.
Per questo i Delegati LND Lombardia chiedono una fase di regolarizzazione che consenta alle società di sistemare eventuali posizioni prima dell’applicazione di sanzioni.
Accanto alla sanatoria, viene invocata anche una forte semplificazione amministrativa: sportello unico digitale FIGC-LND, modulistica standard nazionale, assistenza centralizzata su lavoro sportivo e safeguarding, eliminazione degli adempimenti duplicati e norme più snelle per le piccole società.
Una legge nazionale sugli impianti sportivi
Altro tema centrale è quello degli impianti comunali.
I Delegati lombardi chiedono una legge quadro nazionale che uniformi le regole per l’affidamento degli impianti sportivi, superando le differenze oggi esistenti tra Comune e Comune.
Molte società, infatti, si trovano a operare con concessioni troppo brevi, rinnovi annuali, bandi tardivi e criteri poco chiari nella divisione delle spese. Una situazione che impedisce programmazione e investimenti.
La proposta prevede anche un accordo nazionale FIGC-LND-ANCI sui campi comunali, con criteri omogenei per durata delle concessioni, canoni, contributi degli enti locali e ripartizione dei costi.
Tra le ipotesi avanzate figurano convenzioni-tipo nazionali, concessioni di lunga durata — ad esempio 6+6 anni — canoni calmierati e incentivi per le società che investono davvero nel settore giovanile.
Vivai e tutela delle società formative
La terza priorità riguarda il nuovo equilibrio dopo l’abolizione del vecchio vincolo sportivo.
Secondo i Delegati LND Lombardia, occorre conciliare la libertà dell’atleta con la necessità di tutelare le società che investono nella crescita dei giovani calciatori.
L’attuale vincolo biennale viene considerato insufficiente a proteggere il lavoro formativo dei club dilettantistici. Da qui la proposta di introdurre indennità e premi di valorizzazione per le società che formano i giovani.
Particolare attenzione viene richiesta anche per le realtà lombarde di confine, dove il rischio di perdere tecnici e calciatori verso la Svizzera è particolarmente elevato.
Un fondo strutturale per i dilettanti
La piattaforma insiste anche sulla necessità di un vero patto economico per il calcio dilettantistico.
Affiliazioni, tesseramenti, assicurazioni, arbitraggi, utenze, manutenzioni, visite mediche e compensi sportivi stanno diventando costi difficilmente sostenibili per molte società.
Per questo vengono chieste:
- riduzione dei costi federali fissi;
- revisione delle tasse gara e di segreteria;
- convenzioni centralizzate FIGC-LND;
- fiscalità agevolata;
- un fondo strutturale permanente a sostegno dei dilettanti.
In questo quadro si inserisce anche il quarto punto, ancora in fase di definizione ma già discusso con Malagò: destinare lo 0,50% dei ricavi delle tre leghe professionistiche al sistema dilettantistico.
Secondo una prima stima, alla sola Lombardia potrebbero arrivare quasi 4 milioni di euro.
Allenatori, settore giovanile e funzione sociale
Ampio spazio anche alla formazione degli allenatori di base, che dovrebbe diventare più accessibile, meno costosa e più vicina ai territori, anche attraverso strumenti digitali.
Il settore giovanile viene inoltre definito una vera funzione sociale e non un semplice costo privato per le società.
Le realtà dilettantistiche, sottolinea il documento, svolgono un ruolo fondamentale in termini di inclusione, educazione, prevenzione del disagio e sostegno alle famiglie.
Per questo vengono richiesti interventi specifici per:
- attività di base;
- trasporti nelle aree periferiche e montane;
- formazione degli istruttori;
- sviluppo del calcio femminile;
- sostegno alle categorie giovanili.
Campionati più sostenibili e maggiore peso politico
Tra gli altri temi affrontati ci sono anche:
- riduzione della burocrazia;
- alleggerimento delle responsabilità amministrative dei volontari;
- coperture assicurative adeguate;
- convenzioni energetiche nazionali per gli impianti;
- riforma dei campionati su base geografica per ridurre trasferte, costi e impatto ambientale.
Infine, la LND Lombardia chiede che il peso politico del calcio dilettantistico venga realmente riconosciuto.
La proposta è quella di creare un tavolo permanente FIGC-LND-ANCI-Governo-Regioni e garantire maggiore rappresentanza ai dilettanti nei processi decisionali federali.
No all’aumento delle quote di iscrizione
Netta, infine, la contrarietà rispetto all’ipotesi — attribuita all’attuale presidente della LND Giancarlo Abete — di aumentare le quote di iscrizione ai campionati dilettantistici.
Secondo i Delegati lombardi, un incremento dei costi sarebbe incompatibile con la situazione economica delle società, già gravate da spese sempre più elevate.
L’auspicio è quindi non solo che l’ipotesi venga accantonata, ma che si arrivi progressivamente a una riduzione delle quote, soprattutto per le società impegnate nel settore giovanile, nel calcio femminile e nelle attività sociali sul territorio.
Il messaggio conclusivo della LND Lombardia è chiaro: il calcio dilettantistico non chiede assistenzialismo, ma regole sostenibili, meno burocrazia e un riconoscimento concreto del proprio valore sportivo, educativo e sociale.