A Bozzolo focus sull’educazione emotiva di bambini e adolescenti
Alla Sala Civica di Bozzolo confronto tra scuola, famiglie e istituzioni sull’importanza dell’educazione emotiva per prevenire disagio e fragilità nei giovani
Si è svolto nei giorni scorsi nella Sala Civica di Piazza Europa a Bozzolo l’incontro pubblico dal titolo “Parliamo di emozioni: uno spazio di confronto sull’importanza dell’educazione emotiva di bambini e ragazzi”, promosso congiuntamente dal Comune di Bozzolo, dalla Parrocchia, dall’Istituto Comprensivo “Scipione Gonzaga”, dalla Biblioteca Comunale e dal Consultorio Familiare di Bozzolo di ASST Mantova.
L’iniziativa, aperta a educatori, genitori e insegnanti, ha visto una partecipazione attenta e coinvolta, segno di quanto il tema dell’educazione emotiva sia oggi percepito come centrale nel percorso di crescita dei più giovani. A moderare la serata è stata l’assessore all’Istruzione Patrizia Togliani, che ha introdotto il confronto sottolineando la necessità, da parte delle diverse realtà educative del territorio, di affrontare insieme quello che è stato definito un vero e proprio “analfabetismo emotivo”.
Sempre più spesso, infatti, bambini e adolescenti mostrano difficoltà nel riconoscere, comprendere ed esprimere le proprie emozioni, con conseguenze che si riflettono nelle relazioni, nella gestione dei conflitti e nel controllo delle reazioni emotive. Un disagio che, secondo gli organizzatori, emerge con evidenza anche nei recenti episodi di cronaca che vedono protagonisti giovani e giovanissimi, spingendo pedagogisti e professionisti della salute mentale a richiamare l’attenzione sull’importanza di una solida educazione emotiva.
Tra i fattori che contribuiscono a questa fragilità, è stata evidenziata l’esposizione precoce e indiscriminata ai dispositivi tecnologici. L’uso continuo di smartphone e strumenti digitali rischia infatti di abituare i minori a una risposta immediata agli stimoli, riducendo gli spazi di riflessione e la capacità di valutare conseguenze e alternative comportamentali.
Durante la serata la psicologa Monica Giaretta, relatrice dell’incontro insieme all’assistente sociale Federica Giacomazzi, ha spiegato come l’educazione emotiva non sia un processo automatico, ma richieda un atteggiamento costante di ascolto e accoglienza da parte degli adulti.
Un altro tema centrale è stato quello della “comunità educante”. Giacomazzi ha ribadito l’importanza di creare alleanze tra famiglie, scuola, parrocchia e servizi del territorio, condividendo principi educativi comuni e modalità di intervento coerenti.
L’incontro si è concluso con un momento di confronto con il pubblico e con una prospettiva concreta per il futuro: grazie ai finanziamenti di ATS Valpadana sarà infatti possibile attivare in futuro laboratori gratuiti di educazione emotiva rivolti a genitori e bambini di diverse fasce d’età.