Scarto minimo: perché l’elezione di Cavatorta può ritenersi storica
Non una novità in zona: il Bongiovanni-ter a Casalmaggiore è iniziato da appena 47 voti di differenza rispetto a Toscani nel 2024. E sempre Bongiovanni, in quel caso al ballottaggio, nel 2014 divenne sindaco per appena 51 voti
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Il confronto va fatto sugli anni del bipolarismo, dunque da inizio anni Novanta, anche se questa volta la sfida è stata un derby di centrodestra. L’analisi storica del voto a Viadana ci conferma quello che già tutti noi sospettavamo: è stata una elezione storica.
Mai, infatti, si era verificato un margine così ridotto tra i due candidati, che conferma la spaccatura dell’elettorato (e, al contempo, il costante calo dell’affluenza). Non una novità in zona: il Bongiovanni-ter a Casalmaggiore è iniziato da appena 47 voti di differenza rispetto a Toscani nel 2024. E sempre Bongiovanni, in quel caso al ballottaggio, nel 2014 divenne sindaco per appena 51 voti contro Claudio Silla.
Non solo: a Cremona – centro più grande – Andrea Virgilio nel 2024 ha vinto al ballottaggio su Alessandro Portesani per 191 voti, che su un orizzonte più ampio come quello della città del Torrazzo sono davvero un margine risicato. Insomma, forse dovremo fare l’abitudine a sfide politiche al cardiopalma e decise sul filo di lana.
Certo è che per Viadana è una prima assoluta dal 1993 ad oggi, ossia da quando il bipolarismo ha preso il sopravvento (anche se, ripetiamolo, stavolta il centrosinistra era fuorigioco). Nel 1993 Sergio Parazzi (Lega) vinse su Carlo Bertolini (DC) con 2.898 voti di margine; nel 1997 Luigi Meneghini (Lega) superò Mario Culpo (centrosinistra) con 747 voti di margine; nel 2001 toccò a Giovanni Pavesi riportare in auge il centrosinistra, superando Claudio Bottari per il centrodestra con un vantaggio di 1.912 voti.
Pavesi venne riconfermato cinque anni dopo: vinse addirittura al primo turno, con un margine di 2.371 preferenze su Vittorio Bortolotti, che rappresentava il centrodestra. Nel 2011 toccò a Giorgio Penazzi: vantaggio su Cesare Barzoni al secondo turno attestatosi a 1.139 voti.
Siamo ormai ai giorni nostri: Viadana tornò di centrodestra con il compianto Giovanni Cavatorta, che vinse nel 2015 (non nel 2016 perché il comune venne commissariato e si anticiparono le elezioni) prevalendo su Nicola Federici per 2.735 voti. Nel 2020 (unica elezione che si tenne a ottobre, causa Covid) successo di Nicola Cavatorta su Fabrizia Zaffanella con scarto di 720, il più risicato dal 1997. Nulla a che vedere, però, con gli 80 voti che hanno riconsegnato a Nicola Cavatorta il comune, su Mara Azzi, l’8 giugno 2026.
Non è la prima volta che si verifica un ribaltone così netto: Penazzi rimontò su Cesare Barzoni nel 2011, ma in quel caso il vantaggio iniziale del candidato di centrodestra era di appena 48 voti al primo turno. Più clamorosa la risalita di Meneghini, che superò Culpo partendo da un -629. Stavolta Cavatorta è riuscito a rimontare 466 voti di svantaggio.