Lavoro nero e paghe da 6 euro l’ora: sospese due aziende agricole, una è di Viadana
Le violazioni accertate hanno comportato sanzioni amministrative e ammende per un importo complessivo di 46 mila euro. Entrambe le aziende sono state inoltre sospese per l'impiego di lavoratori in nero
A partire dal mese di giugno, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova, insieme al personale del Comando Provinciale Carabinieri di Mantova, hanno avviato una serie di controlli nel settore agricolo per contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e verificare il rispetto delle misure previste dall’ordinanza urgente a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori esposti alle alte temperature.
L’attività ispettiva è stata al centro anche dell’ultimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, svoltosi in Prefettura e presieduto dal prefetto Roberto Bolognesi, durante il quale sono state definite le strategie di controllo per contrastare il lavoro nero, lo sfruttamento dei lavoratori agricoli e garantire la tutela dei loro diritti.
Nel corso delle verifiche, i militari hanno individuato due aziende agricole, entrambe intestate a cittadini stranieri, nei territori di Viadana e Roverbella. Nella prima sono stati trovati quattro lavoratori in nero su un totale di sette presenti nei campi; nella seconda, invece, sono stati identificati dodici lavoratori, otto dei quali impiegati irregolarmente.
Al di là della regolarità dell’assunzione, è emersa una condizione di sfruttamento comune a tutti i lavoratori. Questi hanno riferito che, pur sospendendo l’attività nelle ore più calde della giornata, percepiscono una retribuzione ben al di sotto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria applicato nella provincia di Mantova. La paga oraria corrisposta ammontava infatti a soli 6 euro, quasi la metà rispetto a quella stabilita dal contratto.
È inoltre emerso che molti lavoratori erano stati impiegati senza essere stati sottoposti alla preventiva visita medica necessaria ad accertarne l’idoneità alla mansione.
Nonostante il costante impegno delle istituzioni e degli organi di controllo nel vigilare sul rispetto della normativa, alcune aziende continuano a operare in totale spregio delle leggi vigenti e della dignità dei lavoratori.
Ai titolari delle due aziende i Carabinieri hanno contestato diverse violazioni, tra cui la mancata formazione dei dipendenti sui rischi connessi all’attività lavorativa, l’assenza della cassetta di pronto soccorso, la mancata effettuazione della visita medica preventiva e l’impiego di manodopera clandestina.
Le violazioni accertate hanno comportato sanzioni amministrative e ammende per un importo complessivo di 46 mila euro. Entrambe le aziende sono state inoltre sospese per l’impiego di lavoratori in nero.
Al termine degli accertamenti, una cittadina indiana di 25 anni residente a Roverbella e un cittadino indiano di 45 anni residente a Viadana sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per le violazioni riscontrate in materia di sicurezza sul lavoro.