Cronaca

Il Duomo torna alla sua comunità: dopo quattro estati il cantiere chiude

L'intero progetto ha avuto un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Il 70% della spesa è stato finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, mentre il restante 30% è stato coperto grazie alle offerte dei parrocchiani

In foto lo smontaggio della gru Danese (video Alessandro Osti)
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Tre anni di lavori, distribuiti su quattro estati, dal 2023 al 2026. Ora Casalmaggiore è pronta a riabbracciare il suo Duomo. Il maxi cantiere, articolato in tre lotti e sempre seguito dal geometra Stefano Busi, è giunto al termine. Un intervento importante che, va sottolineato, non ha mai comportato la chiusura della cattedrale ai fedeli. A testimoniarlo, mercoledì mattina, sono state le operazioni di smontaggio della grande gru Danese, ultimo atto di un restauro atteso e significativo.

«Il primo anno – spiega il parroco don Claudio Rubagotti – ha riguardato la lanterna della cupola e la messa in sicurezza del tamburo. Il secondo lotto è stato dedicato alla messa in sicurezza dei contrafforti della cupola e al rifacimento di una parte del tetto e del sottotetto, dalla cappella della Madonna del Santissimo Sacramento fino all’abside: un vero capolavoro che merita di essere visto. Il terzo e ultimo intervento, esclusa l’abside, ha interessato tutta la parte anteriore del Duomo, completando il consolidamento strutturale e il recupero del tetto e del sottotetto, che rappresenta quasi un altro Duomo, nascosto agli occhi di chi entra in chiesa».

L’intero progetto ha avuto un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Il 70% della spesa è stato finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, mentre il restante 30% è stato coperto grazie alle offerte dei parrocchiani, che già durante il secondo lotto avevano consentito di raggiungere l’obiettivo economico necessario.

«Mi permetto di dire – prosegue don Rubagotti – che la scelta di inserire gli sponsor sui ponteggi è stata certamente una risorsa importante dal punto di vista economico, ma ha avuto anche un valore simbolico: ha fatto capire che il Duomo appartiene a tutta la comunità. Il primo risultato è aver restituito non solo alla comunità cattolica, ma all’intera città di Casalmaggiore, la cupola di uno dei suoi monumenti più rappresentativi.

Abbiamo recuperato questo patrimonio architettonico. Ora la domanda è: cosa ne faremo? La mia risposta è semplice. Continuerà a essere abitato e vissuto come luogo di culto dalla comunità cattolica di Casalmaggiore. Mi auguro che questo importante lavoro contribuisca anche a rendere sempre più viva la partecipazione della comunità, perché un edificio restaurato ha senso solo se continua a essere vissuto».

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