Forza Italia, il ‘tesoretto’ di Tajani: conti in attivo nel 2025 con avanzo circa 3 milioni euro
(Adnkronos) – Conti in attivo per Forza Italia nel 2025. Secondo l’ultimo bilancio, chiuso al 31 dicembre scorso, il partito guidato da Antonio Tajani, esattamente tre anni dopo la morte del suo fondatore Silvio Berlusconi, presenta un avanzo di circa 3 milioni di euro (per l’esattezza 2 milioni 931mila 780 euro) e, per ”effetto di tale risultato”, scrive nella sua relazione il tesoriere Fabio Roscioli, il patrimonio netto ”riduce la perdita progressiva passando da euro 98 milioni 778 mila 469 euro del precedente esercizio agli attuali 95 milioni 846 mila 689 euro”.
A rimpinguare le casse è soprattutto il boom di iscritti, che grazie ai tesserati ha contribuito alla causa con quasi 2,7 milioni di euro. Nel complesso si tratta di un vero e proprio tesoretto in tempi di magra post abolizione del finanziamento pubblico. Si registra, inoltre, un “risultato positivo della gestione caratteristica pari ad euro 2 milioni 808 mila 110 euro”. Carte alla mano, il ”totale dei proventi della gestione caratteristica”, ovvero l’ammontare degli ‘introiti’ comprensivi del 2 per mille e delle ‘donazioni’ dei parlamentari e delle imprese, presenta un “incremento di 214 mila 900 euro rispetto all’anno precedente dovuto ad un ulteriore successo decretato dalla campagna adesioni che ha bilanciato il decremento delle contribuzioni da terzi”. Nello specifico, spiega Roscioli, “durante l’anno in esame si è assistito ad un aumento degli importi incassati dal tesseramento raggiungendo complessivamente la somma di euro 2 milioni 73 mila 460 euro”.
Ad aumentare le finanze anche il contributo delle quote associative annuali (”le singole voci che compongono la voce dei proventi evidenziano un incremento delle quote associative di 1 milione 048 mila 204 euro”) mentre ”per le contribuzioni da terzi” si registra un “decremento rispetto all’anno precedente pari 763 mila 612 euro”.
La zavorra dei debiti di Forza Italia accumulata in passato si riduce. Il partito riduce il suo ‘debito’ verso i figli di Silvio Berlusconi, che alla morte del fondatore del movimento azzurro avevano ereditato circa 100 milioni di passivo sotto forma di fidejussioni bancarie garantite personalmente dal leader del centrodestra. Spulciando l’ultimo bilancio, quello chiuso al 31 dicembre scorso, si scopre, infatti, che la posta ‘debiti’ “ammonta complessivamente a 94 milioni 959 mila 950 euro” con un ”decremento di 2 milioni 816mila 210 euro” rispetto a ”quanto esistente” nell’esercizio precedente. Nel dettaglio, scrive il tesoriere Fabio Roscioli nella nota integrativa, i cosiddeti debiti verso altri finanziatori, in questo caso verso la famiglia del Cav, “espongono l’ammontare di 90 milioni 433 mila 600 euro” e ”scaturiscono dalla escussione di fidejussioni rilasciate dal presidente Silvio Berlusconi rilasciate a diversi istituti bancari a garanzia di affidamenti da questi concessi al nostro Movimento in anni antecedenti alla entrata in vigore del decreto legge 28 dicembre 2013 n°149 convertito in legge del 21 febbraio 2014 n°13”.
Pertanto, Berlusconi, ”al momento della estinzione dei debiti di Fi, continua l’amministratore delle casse azzurre, ”è divenuto il principale creditore nei confronti del partito per l’importo pari ai pagamenti da lui effettuati; a seguito del decesso del nostro Presidente questo credito si è trasferito ai suoi aventi diritto”, ovvero i cinque figli, Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Carte alla mano, se nel 2014 i ”debiti” nei confronti dell’ex premier attraverso l’esposizione verso le banche arrivavano a 46 milioni 517 mila 788 euro e nel 2015 ammontavano a 43 milioni 915 mila 812 euro, nel 2025 la situazione è cambiata: al 31 dicembre scorso, precisa Roscioli, i ‘debiti verso eredi del presidente Berlusconi per saldo esposizione verso banche” raggiunge quota 90 milioni 433mila 600 euro. In sostanza, la famiglia Berlusconi continua (e continuerà) a sostenere economicamente la creatura politica del padre (resta infatti la principale creditrice del partito e, di fatto, l’unico proprietario del movimento azzurro), ma il passivo pregresso si è notevolmente ridotto rispetto ai rendiconti finanziari precedenti. A conferma che il ‘soccorso familiare’ non verrà a mancare, c’è da registrare anche il contributo di Paolo Berlusconi, fratello dell’ex leader di Fi, attraverso un pegno di 4 milioni di euro. Nei ”conti d’ordine”, rivela Roscioli, figura nella voce ‘Garanzie (pegni, ipoteche) a/da terzi’ un ammontare di 7 milioni di euro relativo a garanzie reali a copertura di tre linee di credito concesse da Banca Popolare di Milano per complessivi 6 milioni 905 mila euro, rilasciate in precedenti esercizi, per 3 milioni di euro dal presidente Silvio Berlusconi (cui sono subentrati gli eredi nelle persone di Marina Elvira, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi) e per 4 milioni dal dott. Paolo Berlusconi”. In sintesi, la ”perdita progressiva” di Fi grazie a un avanzo di 2 milioni 931 mila 780 euro, passa da 98 milioni 778 mila 469 euro del precedente esercizio agli attuali 95 milioni 846 mila 689 euro.
In calo sono pure i ‘debiti” verso le banche, che ”ammontano a 2 milioni 988 mila 511 euro e diminuiscono di 2 milioni 563 mila 516 euro rispetto al precedente esercizio, dove mostravano l’importo di 5 milioni 552 mila 027 euro”: la voce è essenzialmente composta da linee di credito concesse da un istituto bancario. Si riducono anche i ‘debiti verso fornitori’, stimati in 943 mila 008 euro: ”sono diminuiti di 70 mila 165 euro e rappresentano quanto da liquidare per debiti relativi alle attività del partito”. Quanto all’attivo, invece, va segnalato che solo dai parlamentari in cassa sono arrivati 532 mila 988 euro, mentre i consiglieri regionali hanno versato 275mila 490 euro. Fi può contare poi su 1 milione 250 mila 289 euro derivanti da ‘altre persone fisiche’, ovvero non eletti, e su 1 milione 202 mila 500 euro arrivati da varie imprese. Il contributo da ‘associazioni, partiti e movimenti politici’ si ferma a 7mila 886 euro.
L’obiettivo primario di Forza Italia resta quello di ”continuare a migliorare la situazione patrimoniale complessiva, nonostante le ingenti spese”. A metterlo nero su bianco è il tesoriere Fabio Roscioli nella sua relazione gestionale dell’ultimo bilancio, quello del 2025. L’amministatore delle casse azzurre guarda al futuro e elenca tutte le iniziative che nel 2026 continueranno, anzi, saranno incrementate, per assicuare al partito il maggior numero di risorse necessaria per abbattare i debiti e provare a rilanciarsi. Dal progetto ‘Sostieni Fi’ al fundraising (attraverso cene e incontri) a varie campagna di comunicazione sui social e sul web: da tutto questo parte e si svilupperà la mobilitazione di Fi a ‘caccia di soldi’ per svolgere la propria attività politica e constrastare il caso dei ‘morosi’, ‘stanando’, laddove è possibile, i cattivi pagatori. Nel “corso del 2026”, scrive Roscioli, ”il nostro Movimento si impegnerà a concentrare gli sforzi volti ad incrementare i proventi coinvolgendo i nostri elettori, i simpatizzanti e gli eletti a qualsiasi livello anche per garantire un flusso di introiti costante e protratto nel tempo”. Il ”partito”, spiega, ”continuerà le attività, già intraprese nel corso degli esercizi precedenti, di recupero delle somme arretrate dovute al Movimento da parte degli eletti al fine di ottenere un concreto apporto da tutti i parlamentari, europarlamentari e i consiglieri regionali anche alla luce del regolamento per la contribuzione degli eletti approvato dalla Segreteria Nazionale che conferma l’obbligo, da parte di questi ultimi, del versamento dei contributi mensili”.
“Si segnala”, continua il tesoriere, ‘che al fine di incrementare i proventi si è attivato un meccanismo di contribuzione libera al Partito tramite il Progetto ‘Sostieni Forza Italia’, in ottemperanza alla normativa sulla trasparenza vigente, è possibile versare contributi al partito direttamente dal nostro sito. Analogamente è stato creato un link personalizzato per ogni eletto a livello nazionale e regionale che consente la raccolta fondi in modo semplice anche attraverso la diffusione via social che ad oggi, tuttavia, non è stato utilizzato”. Roscioli annuncia che farà di tutto per incrementere il 2Xmille. Carte alla mano, la “voce contributi dello Stato relativi alla destinazione del due per mille dell’Irpef è pari 788 mila 656 euro e registra un decremento di 18 mila 827 euro rispetto all’anno precedente”. ”Continueranno le numerose iniziative mediante imponenti campagne di comunicazione sia digitali che sui social network -assicura Roscioli- volte a rendere edotti, sensibilizzare e coinvolgere i nostri elettori e il maggior numero possibile di nostri simpatizzanti circa la possibilità di destinare il 2 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche al nostro Movimento. L’individuazione di responsabili nazionali e locali della raccolta fondi derivante dalla destinazione del 2 per mille ai partiti politici è solo uno dei molteplici passi che si sono intrapresi al fine di conseguire un auspicabile incremento delle somme destinate al nostro Movimento”.
E ancora: ”Si implementeranno, anche attraverso progetti ad hoc, le consuete iniziative già svolte nel corso dell’anno precedente, volte ad incentivare la raccolta fondi proveniente da terzi sostenitori, anche tramite la programmazione di manifestazioni ed eventi sia a livello nazionale che a livello locale”. Verrà, quindi, “di nuovo richiesto il coinvolgimento diretto dei nostri eletti chiamati ad organizzare eventi a carattere centrale o periferico e il nostro Movimento si farà promotore di iniziative quali a titolo non esaustivo: cene, convegni, feste nazionali e locali, incontri e dibattiti a tema per sollecitare una raccolta fondi a termini di legge”.