Downburst, Coldiretti: “Sembra un bollettino di guerra”, agricoltura in ginocchio
"Oltre 40mila alberi coricati, una devastazione impressionante. Parliamo di centinaia e centinaia di migliaia di euro solo come prima stima", denuncia Stefano Zecchina. Per Coldiretti serviranno giorni per valutare l'entità complessiva dei danni
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Il day after della tempesta di vento che ieri ha colpito il territorio al confine fra le province di Cremona e Mantova presenta pochi numeri e molta ansia. E così, se è impossibile quantificare i danni nella loro interezza, anche per il fatto che solo nei prossimi giorni – puntualizza Coldiretti Mantova – sarà possibile capire se il mais allettato riuscirà a raddrizzarsi per proseguire la crescita o se resterà coricato a terra (per il sorgo non c’è speranza) o, ancora, vedere se le piante colpite potranno recuperare vitalità, rimane l’incertezza di una stagione che potrebbe essere fortemente compromessa.
Stefano Zecchina, presidente del distretto cannetese PlantaRegina e titolare insieme al fratello Simone della Tecnovivai, una delle aziende più dinamiche sul territorio, anche grazie alla scelta di affiancare al pieno campo la produzione in vaso, è al lavoro per cercare di raddrizzare tutti i vasi gettati a terra dalla furia del downburst, con raffiche di vento che hanno superato i 120 chilometri orari.
“Sarà dura, perché parliamo di oltre 40mila alberi coricati, con una devastazione impressionante – afferma Zecchina -. Parliamo di centinaia e centinaia di migliaia di euro solo come prima stima”. Il computo potrebbe salire, inevitabilmente, perché la sfida ora è di riallineare i vasi e riattivare gli impianti di irrigazione. “Sono piante abituate a ricevere acqua con sistemi a goccia anche tre volte al giorno”. Lasciarle a secco con temperature come quelle delle ultime settimane significa mandarle in forte stress, se non addirittura farle morire.
Canneto sull’Oglio è stata fra le aree maggiormente colpite, rilevano i funzionari e gli uffici di Coldiretti, alle prese oggi nella raccolta di segnalazioni e sopralluoghi aziendali, dove alla molteplicità di danni in campo, in serra, su strutture, capannoni, stalle, rimane la costante di un territorio profondamente ferito. “Ieri sera la mia azienda e parte del paese sono rimasti senza corrente – racconta Claudio Grazioli, presidente di Coldiretti Canneto e Asola -. La pioggia entrava in stalla spinta da un vento fortissimo, tanto che l’acqua si spostava praticamente in direzione orizzontale. Senza energia elettrica si sono bloccati i robot di mungitura”.
Senza parole Vincenzo Aporti, pioppicoltore di Bozzolo che ieri nel tardo pomeriggio si è visto polverizzare un impianto di quasi 7mila piante di oltre nove anni di età. Il taglio per la vendita del legname era stato programmato a metà agosto. E invece resta solo desolazione. “Mio figlio Andrea, che a Bozzolo ha un vivaio di pioppi, il giorno dopo la furia del vento si ritrova senza 20mila piante, è una situazione disperata”, commenta Aporti.
Sembra un bollettino di guerra. “A Marcaria è stata sradicata una quercia di 500 anni, alta 35 metri – dice Massimo Luigi Brocajoli -. Il vento soffiava a 120 chilometri orari e più, sono stati dieci minuti senza folate, ma con vento continuo unidirezionale. Io oggi mi ritrovo con 60 ettari di mais di secondo raccolto completamente a terra e solo nei prossimi giorni saprò se la coltura si riprenderà oppure rimarrà a terra”.
Giovanni Gorni, presidente del Consorzio di Difesa delle province di Mantova e Cremona e presidente di Coldiretti a Rivarolo Mantovano, segnala danni in zona Bozzolo, Canneto, Asola su mais di secondo raccolto, sorgo allettato e difficilmente recuperabile, pioppeti compromessi (spesso nemmeno assicurati), pomodoro buttato a terra con rami spezzati e fiori portati via dal vento. “Per avere un quadro sui danni economici riportati dai territori bisognerà attendere almeno tre o quattro giorni – frena Gorni -. Da domani i nostri uffici riceveranno segnalazioni dettagliate dagli agricoltori assicurati. Per gli altri, ovviamente, sarà difficile poter avanzare stime”.