“La Pro Loco? Troppi la danno per scontata”: fa rumore il post dell’ex presidente
Secondo Devicenzi, le critiche arrivate dopo il primo evento organizzato dal nuovo direttivo non devono far passare in secondo piano l'impegno dei volontari
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Che la Pro Loco di Casalmaggiore stia attraversando una fase delicata non è un mistero. Dopo le difficoltà iniziali nell’elezione del nuovo presidente, superate solo dopo diversi tentativi, il nuovo consiglio è riuscito comunque, in tempi molto ristretti, a organizzare appuntamenti importanti come i Giovedì d’Estate e la Fiera di Piazza Spagna.
Nelle ultime ore, però, a far discutere è stato un post pubblicato su Facebook dall’ex presidente Mirko Devicenzi. Pur non ricoprendo più alcun incarico all’interno dell’associazione, Devicenzi conosce bene le dinamiche della Pro Loco e il suo messaggio, nel quale ipotizzava provocatoriamente persino la chiusura dell’associazione, ha suscitato diverse reazioni.
L’ex presidente, tuttavia, chiarisce che il significato del post era ben diverso da quello che qualcuno potrebbe aver interpretato. «Era un messaggio volutamente semi-ironico», spiega Devicenzi. «Quando ero presidente mi veniva detto che parlavo perché avevo un interesse diretto. Oggi che non faccio più parte del consiglio posso dire con serenità che questa Pro Loco ha bisogno di aiuto. I nuovi consiglieri hanno scelto di mettersi in gioco con grande disponibilità, anche se inevitabilmente stanno ancora facendo esperienza e imparando a gestire una realtà complessa.»
Secondo Devicenzi, le critiche arrivate dopo il primo evento organizzato dal nuovo direttivo non devono far passare in secondo piano l’impegno dei volontari. «L’obiettivo del mio post era invitare le persone ad avvicinarsi alla Pro Loco, a dare una mano, a portare idee nuove e magari anche diverse rispetto a quelle proposte finora. I prossimi appuntamenti saranno quelli dell’autunno e della Fiera di Natale: sarebbe bello che qualcuno decidesse di dare il proprio contributo, anche solo con un consiglio, una collaborazione o un incoraggiamento a chi ha scelto di mettersi a disposizione.»
L’ex presidente respinge anche qualsiasi interpretazione polemica del suo intervento. «Non voleva essere un attacco a nessuno. Il riferimento alla chiusura era volutamente provocatorio, per ricordare che oggi associazioni come la Pro Loco devono confrontarsi con nuove regole, nuovi adempimenti e sempre meno volontari. Il senso era quello di lanciare un appello: non bisogna dare la Pro Loco per scontata. Se esiste è perché ci sono persone che dedicano tempo ed energie. Più volontari ci sono, più iniziative si possono organizzare. E se a volte non si riesce a fare tutto quello che si vorrebbe, è semplicemente perché bisogna fare i conti con il tempo e con le disponibilità di chi offre il proprio impegno.»