Maltempo, bombe di ghiaccio sull’Oglio Po mantovano: mais tritato, stalle e cascine ko
Al momento si segnalano serre di vivai con vetri infranti e mais spezzato dalla grandine nei territori di Casalromano, Asola, Canneto sull’Oglio, Mariana Mantovana e Marcaria
Centinaia di ettari di mais rovinati, pannelli fotovoltaici bucati, tetti di capannoni e cascine danneggiati, serre con vetri in frantumi. È il primo pesante bilancio che emerge dal monitoraggio di Coldiretti Lombardia effettuato dopo le violente grandinate che, nelle prime ore di questa mattina, hanno colpito una fascia di territori nel sud della Regione, tra le province di Lodi, Cremona, Brescia e Mantova.
A partire dalle sei del mattino – spiega Coldiretti Lombardia – violente grandinate con chicchi di dimensioni medio-grandi hanno interessato diverse aree del basso lodigiano, del Soresinese e del Cremasco, la bassa Bresciana, oltre che diversi comuni dell’Oglio Po in provincia di Mantova già duramente colpiti nei giorni scorsi da tempeste di acqua e vento. Grandine e forte vento anche nel basso Mantovano.
In provincia di Mantova – afferma Coldiretti – il maltempo è tornato a interessare i comuni dell’Oglio Po già colpiti nei giorni scorsi da tempeste di vento e nubifragi. Al momento si segnalano serre di vivai con vetri infranti e mais spezzato dalla grandine nei territori di Casalromano, Asola, Canneto sull’Oglio, Mariana Mantovana e Marcaria. Grandine e forte vento anche nel basso mantovano a Gonzaga, San Benedetto Po, Sermide.
Non si dà per vinto e guarda avanti anche a nome di tutta la categoria il presidente del distretto vivaistico PlantaRegina di Canneto sull’Oglio, Stefano Zecchina, anche se il colpo subito è stato duro. “In 25 anni di lavoro insieme a mio papà non avevo mai visto una grandine così violenta – ammette Zecchina -. Solo nella mia azienda avremo avuto danni per un milione di euro, con il 30-40% della produzione destinata ad essere buttata. Ma è una prima stima, perché i danni si potranno calcolare solo fra tre o quattro mesi”.
Soldi, lavoro, fatica. Un supplizio di Tantalo. “Dopo la tromba d’aria di mercoledì sera, grazie a una squadra di 30 operai che ha affiancato i miei 30 dipendenti – racconta Zecchina – avevamo raddrizzato tutta la produzione in vasi che era stata rovesciata e da oggi ci saremmo concentrati sui danni nel pieno campo, per cercare di recuperare le piante. Ma questa mattina è di nuovo giù tutto, con le piante colpite dalla grandine e quelle coricate ormai da giorni che difficilmente recupereranno, perché un tronco rimasto piegato per giorni sotto il sole forma aria nella linfa e quando si prova a riallinearlo possono verificarsi patologie di varia natura.
Se il meteo è impazzito, anche le stazioni di rilevamento non sono state granché affidabili. “Sarebbero dovuti cadere due millimetri di pioggia, ne sono scesi 40, in parte mescolati alla grandine e con raffiche di vento che hanno spazzato via tutto”, dice un agricoltore della zona di Canneto. E quella che oggi si lecca le ferite è un’intera comunità, che dalla specializzazione vivaistica traeva reddito e che oggi vive nell’incertezza del futuro. Anche perché – sottolinea Coldiretti Mantova – sono colture che hanno cicli produttivi di tre-quattro anni.
Fra le vittime c’è anche Claudio Grazioli, presidente di Coldiretti Canneto, che si trova con oltre il 30% del mais di primo raccolto tritato a terra. “Avevo programmato di trinciarlo la settimana prossima, perderò un terzo del raccolto – dice -. La grandinata di questa mattina ha spezzato le piante che si stavano riprendendo dalla tromba d’aria di mercoledì sera. Difficile ora sperare in un miracolo”. Chicchi più grandi di una noce hanno lacerato le coperture a protezione delle trincee di insilato e i teloni sotto i quali trovavano riparo i macchinari.
Stefano Roffia, agricoltore di Campitello di Marcaria con un’azienda che accanto all’attività ortofrutticola è specializzata nel vivaio di meloni e angurie, calcola una perdita secca di almeno il 30-40% su 40 ettari di meloni, angurie e pomodoro. “Dove ha colpito, la grandine ha spaccato i frutti”.
I nuovi danni – conclude Coldiretti Lombardia – si sommano a quelli provocati dagli eventi estremi che hanno interessato la Lombardia negli ultimi giorni. Una situazione che conferma ancora una volta come l’agricoltura sia il settore economico più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici. La crescente tropicalizzazione del clima si manifesta infatti con una maggiore frequenza di precipitazioni improvvise e intense, grandinate violente, sbalzi termici e un rapido passaggio dal sole al maltempo, con conseguenze sempre più pesanti per le imprese agricole.