Martignana, cinghiali e tassi devastano i campi: nuovi danni alle colture
Per Sbernadori si tratta dell'ennesimo episodio di una convivenza sempre più difficile con la fauna selvatica, un fenomeno che interessa ormai molte aziende agricole del territorio
Non bastavano le nutrie. Dopo anni di danni provocati dalla fauna selvatica, nei campi in golena di Martignana di Po tornano a farsi sentire cinghiali e, soprattutto, tassi. A denunciarlo è Paolo Sbernadori, ex sindaco del paese e agricoltore, che si ritrova ancora una volta a fare i conti con raccolti compromessi e con problemi che vanno ben oltre la semplice perdita di prodotto.
Le coltivazioni di mais sono finite nel mirino degli animali. Le pannocchie vengono strappate con forza dalle piante, mangiate e lasciate a terra, con un danno economico che si somma a quello già registrato negli anni scorsi. Una scena purtroppo già nota agli agricoltori della zona, ma che oggi vede protagonisti soprattutto i tassi, oltre ai cinghiali.
A rendere ancora più complessa la situazione è la presenza, a poche centinaia di metri dai campi, di un piccolo bosco che rappresenta un rifugio ideale per gli animali selvatici. Da qui cinghiali e tassi raggiungono facilmente le colture, trasformando i campi in una sorta di “banchetto” a cielo aperto.
Ma i danni non si limitano alle piante. Gli animali scavano profonde buche negli arginelli e nei terrapieni che delimitano i campi e sostengono le coltivazioni. Le cavità compromettono la stabilità dei manufatti, provocando cedimenti e rendendo più difficili anche le normali lavorazioni agricole. Un problema che assume quindi anche un risvolto strutturale e che rischia di aggravarsi con il passare delle settimane.
Per Sbernadori si tratta dell’ennesimo episodio di una convivenza sempre più difficile con la fauna selvatica, un fenomeno che interessa ormai molte aziende agricole del territorio e che continua a mettere a rischio produzioni, investimenti e sicurezza dei terreni.