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Case popolari, Mori replica: “A Casalmaggiore patrimonio ok, ora attendiamo nuove risorse”

L'assessore guarda con fiducia anche alle prospettive future. "Il Governo ha appena varato il cosiddetto Piano Casa - spiega - e ci aspettiamo che possano arrivare ulteriori risorse nel breve periodo, utili a recuperare altri immobili oggi non disponibili"

Case popolari al centro del dibattito a Casalmaggiore
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La disponibilità di alloggi pubblici, il loro stato manutentivo e le prospettive di recupero. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Casalmaggiore, Massimo Mori, interviene per rispondere alle critiche sollevate dalla minoranza di “Casalmaggiore la tua città”, tracciando un quadro aggiornato del patrimonio abitativo pubblico presente sul territorio comunale.

Partendo dagli immobili di proprietà Aler, Mori ricorda come a Casalmaggiore siano presenti complessivamente 266 appartamenti. Di questi, 197 risultano già assegnati, mentre 14 sono liberi e in attesa di essere attribuiti dopo la conclusione del bando appena terminato. Restano invece 47 alloggi non assegnabili a causa delle condizioni manutentive e altri 8 sono attualmente interessati da lavori di ristrutturazione finanziati attraverso bandi regionali ottenuti da Aler.

L’assessore guarda con fiducia anche alle prospettive future. “Il Governo ha appena varato il cosiddetto Piano Casa – spiega – e ci aspettiamo che possano arrivare ulteriori risorse nel breve periodo, utili a recuperare altri immobili oggi non disponibili”.

Per quanto riguarda il patrimonio comunale, il Comune di Casalmaggiore possiede invece 80 appartamenti. Attualmente 63 risultano occupati, ospitando complessivamente 134 residenti. Sei alloggi sono liberi e pronti per essere assegnati attraverso il bando appena concluso, mentre due sono rimasti senza assegnazione perché rifiutati dagli aventi diritto a causa delle dimensioni ritenute troppo ridotte.

Tre appartamenti saranno invece destinati, nel corso del 2027, a un nuovo progetto rivolto alla popolazione anziana. Altri tre necessitano soltanto di interventi di manutenzione ordinaria prima di poter tornare disponibili, mentre ulteriori tre risultano gravemente compromessi e non potranno essere assegnati nemmeno nel prossimo futuro.

Mori chiarisce anche quale sia la procedura adottata ogni volta che un alloggio viene riconsegnato al Comune. Gli immobili vengono sottoposti a una verifica da parte dell’Ufficio tecnico, che valuta gli interventi necessari al ripristino. Qualora vengano riscontrati danni imputabili agli ex inquilini, il Comune procede alla contestazione e al tentativo di ottenere il risarcimento. Le manutenzioni ordinarie vengono finanziate attraverso il capitolo dedicato del bilancio comunale, mentre gli interventi straordinari richiedono la disponibilità di specifici bandi di finanziamento.

L’assessore ricorda inoltre gli investimenti effettuati negli ultimi anni. Tra questi figura il completo recupero dell’immobile di via Romani 28, realizzato grazie ai fondi del PNRR con un investimento complessivo di 628 mila euro.

Uno degli argomenti centrali della replica riguarda il confronto con i territori vicini. Sommando il patrimonio comunale e quello Aler, Casalmaggiore dispone infatti di 346 alloggi di edilizia residenziale pubblica. “Viadana, pur essendo un Comune più popoloso, conta complessivamente circa 200 appartamenti – evidenzia Mori – e in tutto il comprensorio viadanese non si raggiunge il numero di alloggi presenti a Casalmaggiore. Per questo riteniamo che la dotazione del nostro Comune sia più che sufficiente”.

Infine, l’assessore fornisce alcuni dati relativi all’ultimo bando. Sono state 19 le famiglie residenti a Casalmaggiore che hanno presentato domanda, mentre nell’intero distretto sono 40 i nuclei familiari che hanno richiesto un alloggio nel Comune casalese pur provenendo da altri centri.

Quanto ai tempi delle assegnazioni, Mori sottolinea come siano spesso influenzati dalle verifiche amministrative e dalle scelte degli stessi aventi diritto. “Le procedure dipendono dalle risposte degli assegnatari, dai controlli sulla documentazione presentata e anche dal fatto che alcune famiglie, dopo aver visionato l’appartamento, decidono di rinunciare perché non soddisfatte della posizione, delle caratteristiche o della metratura dell’alloggio”, conclude l’assessore.

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