Radiologia, il primario non arriverà. Preoccupazione in Consiglio: “Altro colpo all’ospedale”
A rispondere è stato il sindaco Filippo Bongiovanni, che ha confermato di essere stato informato della mancata autorizzazione direttamente dal direttore generale dell'ASST Cremona, Ezio Belleri
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Tiene banco anche a Casalmaggiore il futuro della Radiologia dell’ospedale Oglio Po, dopo la decisione di Regione Lombardia di non autorizzare la nomina del nuovo direttore della struttura complessa. Il tema è stato portato in Consiglio comunale dal consigliere di minoranza Luigi Borghesi (Casalmaggiore la tua città), che ha presentato un’interpellanza esprimendo forte preoccupazione per quella che considera l’ennesima perdita di un primariato all’interno del presidio sanitario.
Borghesi ha ricordato come fino al 2025 la Radiologia fosse guidata da un primario, il dottor Matteo Passamonti, incarico rimasto vacante dopo il trasferimento del direttore all’ospedale di Lodi. «Non comprendiamo la scelta di Regione Lombardia – ha affermato – che sostiene ci siano troppi primari. Vorremmo capire se si tratta di una decisione definitiva o soltanto provvisoria».
Il consigliere ha evidenziato come negli ultimi anni all’Oglio Po siano già stati soppressi sei primariati – Ginecologia, Urologia, Direzione Medica, Laboratorio Analisi, Psichiatria e Pediatria – trasformando le rispettive unità in strutture semplici. «I servizi continuano a esserci – ha osservato – ma senza un direttore perdono attrattività. L’esempio della Cardiologia è significativo: per anni si è faticato a trovare specialisti, poi con l’arrivo del nuovo primario il reparto è tornato a essere attrattivo. Oggi in Radiologia operano tre medici e due di loro devono coprire anche i turni a Cremona, con inevitabili ripercussioni sui tempi di attesa».
A rispondere è stato il sindaco Filippo Bongiovanni, che ha confermato di essere stato informato della mancata autorizzazione direttamente dal direttore generale dell’ASST Cremona, Ezio Belleri. «Ho subito interessato i consiglieri regionali del territorio e, come sindaci, faremo tutto il possibile per sostenere questa richiesta», ha dichiarato.
Il primo cittadino ha spiegato che la domanda avanzata dall’ASST era completa anche della copertura finanziaria necessaria, ma la risposta della Regione è stata negativa per ragioni di razionalizzazione organizzativa. «La Regione ha richiamato il Decreto Ministeriale 70, spiegando che esistono 65 strutture complesse oltre il numero massimo previsto. In Lombardia sono presenti 132 strutture, ma solo 67 risultano autorizzate, mentre le altre sono considerate eccedenti. È una decisione che ci ha colti di sorpresa e che riteniamo penalizzante. In un ospedale di piccole dimensioni come l’Oglio Po la presenza di un primario rappresenta un valore aggiunto, ma purtroppo la normativa viene applicata, come era accaduto per il Punto Nascite».
Nella replica Borghesi ha ribadito tutta la propria contrarietà alla decisione regionale. «È inaccettabile. Se il precedente primario, il dottor Passamonti, fosse rimasto al suo posto, cosa sarebbe successo? Questo è l’ennesimo atto negativo nei confronti dell’ospedale Oglio Po. Non basta dire che manca personale se poi si accettano decisioni di questo tipo, anche quando sono giustificate da una legge. Bisogna far sentire con forza la nostra voce».