Piadena Drizzona, apre il Centro di Accoglienza Straordinaria di via Borgo Fornace
Ieri il vertice in Prefettura, oggi l'arrivo dei primi cinque ospiti. Il Comitato Piadena Si-Cura: "Non neghiamo la nostra preoccupazione"
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“Oggi aprirà il Centro di Accoglienza Straordinaria di Borgo Fornace, nonostante la contrarietà del Comitato, dei 650 firmatari, dell’Amministrazione comunale e dell’opposizione. Non neghiamo la nostra preoccupazione”.
Con queste parole il Comitato Piadena Drizzona Si-Cura, annuncia l’apertura del CAS il giorno successivo al vertice di ieri in Prefettura.
La vicenda dello stabile di via Borgo Fornace è al centro del confronto pubblico e politico da diversi mesi. In autunno la minoranza aveva chiesto chiarimenti sulla situazione dell’immobile, mentre ad ottobre è stato istituito il Comitato Piadena Drizzona Si-Cura, che aveva espresso il proprio dissenso rispetto all’eventuale apertura del centro.
La questione è stata affrontata anche in sala consiliare. A febbraio, in particolare, la minoranza aveva chiesto all’Amministrazione di valutare l’acquisto degli appartamenti messi all’asta nell’edificio, con l’obiettivo di evitarne l’eventuale destinazione a CAS e di utilizzarli per “persone con comprovate necessità”. La proposta era però stata respinta dalla controparte politica per mancanza di risorse.
“La situazione – spiega il consigliere d’opposizione Luigi Pagliari – non è stata presa subito in considerazione dall’Amministrazione. Tutte le proposte fatte dalla minoranza nel corso dei mesi sono state bocciate, tra cui quella di partecipare all’asta per l’acquisto dei tre appartamenti situati nella palazzina in questione e la mozione contro il CAS di Piadena. Non ci voleva molto a capire che una cooperativa che da mesi stava lavorando per rimettere in ordine uno stabile non lo faceva per hobby, ma perché c’era un piano ben definito e preciso in atto. L’unico problema – afferma – era farlo digerire lentamente alla gente e piano piano, passo dopo passo, siamo arrivati a oggi con l’arrivo dei primi 5 rifugiati”.
Nel ripercorrere il pregresso Pagliari, ha richiamato le iniziative portate avanti nei mesi scorsi sul tema, mentre il Comitato aveva già espresso pubblicamente la propria contrarietà all’ipotesi di questa apertura. La raccolta firme aveva raggiunto quota 650 sottoscrizioni, mentre il confronto sulla vicenda aveva coinvolto anche l’Amministrazione comunale e la Prefettura.
L’apertura del centro arriva inoltre mentre resta aperta un’altra questione che riguarda i residenti di via Borgo Fornace: quella dei convogli ferroviari lasciati accesi in sosta durante la notte. Il parking notturno è un ulteriore criticità irrisolta. “Parliamo di una zona – conclude il consigliere di minoranza – in cui è già particolarmente pressante la problematica dei treni, la situazione sta diventando pesante”.