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Rugby Casalmaggiore, giorno uno nella nuova serie B. Pensando ai lavori e non solo…

«Stiamo creando anche un progetto legato alle disabilità, per portare alcuni ragazzi a provare il rugby – conclude Torresani –. Vogliamo che questo sia davvero un percorso di integrazione e un modo per rafforzare il legame con il territorio e con le sue difficoltà»

In foto l'allenamento al primo giorno della nuova stagione (video Alessandro Osti)
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Una prima volta storica per il Rugby Casalmaggiore, pronto ad affrontare per la prima volta il campionato di Serie B. Un traguardo importante per il club, che porta con sé anche un progetto di crescita delle strutture e dell’intero movimento, dal settore giovanile al minirugby.

A raccontare il nuovo percorso è Omar Torresani, presidente del Rugby Casalmaggiore, che guarda innanzitutto agli interventi previsti al campo “Dante Bacchi” di Casalbellotto. «È previsto un allungamento e un allargamento del campo, adeguandolo alle esigenze della Serie B e della Serie A, oltre a una serie di migliorie per quanto riguarda le barriere architettoniche e l’accessibilità per le persone con disabilità. I lavori partiranno nel 2027».

Parallelamente, il club ha deciso di investire in maniera significativa anche sul fronte sportivo e organizzativo. «Abbiamo fatto un investimento molto importante in termini umani e di persone – prosegue Torresani –. Siamo riusciti a portare a casa nostra Michele Mordacci, che sarà il direttore sportivo. È una figura che conosciamo e che consideriamo un vero mentore per il rugby della nostra zona».

La Serie B rappresenta dunque non un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase. «È una cosa a cui pensavamo da anni e finalmente ci siamo arrivati. Da qui parte un nuovo percorso, che non riguarda soltanto la prima squadra, ma tutto lo sviluppo del settore giovanile e del minirugby».

Un progetto sostenuto anche da risorse importanti: circa 100 mila euro stanziati dal Comune, ai quali si aggiungono altri 100 mila euro della Regione Lombardia. Un investimento complessivo che permetterà al Rugby Casalmaggiore di guardare oltre il semplice risultato sportivo.

«Stiamo creando anche un progetto legato alle disabilità, per portare alcuni ragazzi a provare il rugby – conclude Torresani –. Vogliamo che questo sia davvero un percorso di integrazione e un modo per rafforzare il legame con il territorio e con le sue difficoltà».

 

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