Al via stasera la 31ª edizione del Premio Viadana
La rassegna letteraria inizia stasera al Teatro Vittoria: quattro nomi in gara, Cavagna di Gualdana, Insolia, Ziniti e Gambazza
Cento anni fa, nel 1926, veniva assegnato il Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda: la scrittrice sarda, autrice di romanzi come Canne al vento e Cosima, fu la prima donna italiana a riceverlo. Un anniversario che oggi Viadana sente come proprio, per un legame familiare tutt’altro che casuale: nel 1900 Deledda sposò Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle Finanze originario di Cicognara, frazione viadanese. Dopo il matrimonio Madesani lasciò l’impiego statale per diventare l’agente letterario della moglie, e la coppia soggiornò a lungo proprio a Cicognara, tra il 1900 e il 1930, nella dimora nota come Casa Morini-Tagliavini: un periodo che la scrittrice trasfigurò in pagine come Nostalgie. È a questo legame, poco noto ma documentato, che il Comune ha scelto di rendere omaggio dedicando alla Deledda la trentunesima edizione del Premio Viadana.
LA STORIA DELLA RASSEGNA CULTURALE
Il Premio si apre stasera, alle 21, al Teatro Vittoria. Nato da un’idea di Pier Carpi (1940-2000), fumettista, scrittore e regista che trascorse a Viadana gli ultimi anni della sua vita, l’iniziativa affonda le radici anche nel legame della città con Daniele Ponchiroli (1924-1979), curatore editoriale e filologo Einaudi che fu, insieme a Bollati e Calvino, figura chiave della casa editrice torinese.
In tre decenni l’albo d’oro del premio ha intercettato con notevole fiuto alcuni dei nomi più solidi della narrativa italiana contemporanea: da Gianrico Carofiglio, vincitore nel 2007 con Ragionevoli dubbi, a Michela Murgia, che nel 2010 si impose con Accabadora, fino a Paolo Cognetti, premiato nel 2017 con Le otto montagne prima del successo internazionale del romanzo. Più di recente sono passati da Viadana anche Marco Balzano (Resto qui, 2018), Silvia Avallone (Un’amicizia, 2021) e Valeria Corciolani (La regina dei colori, 2024), mentre l’edizione 2025 è stata vinta da Paolo Malaguti con Fumana (Einaudi).
“Il Premio Viadana è giunto al suo trentunesimo anno e continua il suo percorso come uno degli eventi letterari nazionali più importanti,” ha dichiarato il sindaco Nicola Cavatorta, ringraziando gli enti patrocinatori — Provincia di Mantova, Rete Biblioteche mantovane e Centro per il Libro e la lettura del Ministero della Cultura — e gli sponsor, tra cui Fondazione Ponchiroli, Arti Grafiche Castello, Studio Badini Createam, Gruppo Mauro Saviola e Cervus.
I QUATTRO FINALISTI DELL’EDIZIONE 2026
A contendersi il premio 2026 sono quattro autori, selezionati da una Commissione letteraria presieduta da Rossella Bacchi (assessore alla Cultura) e composta da Luigi Bedulli, Ettore Biacchi, Benedetta Boni, Ada Lina Gorni, Alessia Lodi Rizzini, Naiche Moreschi e Daniela Sogliani (direttore del MuVi). Il vincitore sarà scelto da una giuria di 140 giurati, tra adulti e giovani.
Si parte stasera con Giacinta Cavagna di Gualdana, storica dell’arte e docente all’Università degli Studi di Milano, che presenta Un milione di scale. Le ragazze della Rinascente (Neri Pozza, 2025): un romanzo che attraversa oltre un secolo di storia italiana attraverso le vicende di tre donne legate ai grandi magazzini milanesi.
Il 25 settembre sarà la volta di Mattia Insolia, già vincitore del premio Comisso Under 35, con La vita giovane (Mondadori, 2025), storia di un gruppo di amici cresciuti in provincia e delle direzioni divergenti prese dalle loro vite adulte.
Il 6 ottobre arriva Alessandra Ziniti, inviata di Repubblica con trent’anni di cronache su mafia e immigrazione alle spalle, che presenta Libera (RCS, 2025), il racconto di una donna in fuga dalla propria famiglia legata alla criminalità calabrese, sostenuta dalla rete “Libera” di don Luigi Ciotti.
Chiude il ciclo, il 17 ottobre, Sara Gambazza, autrice parmense, con Quando i fiori avranno tempo per me (Longanesi, 2025), ambientato nella Parma del primo Novecento e incentrato sulla figura di Anita, donna ai margini che lotta per proteggere le figlie in un’epoca di violenza e pregiudizio.
IL PREMIO E IL VALORE DELLA SCRITTURA COME PATRIMONIO CONDIVISO
“Il Premio letterario Viadana è ormai un appuntamento fisso della nostra comunità e non celebra soltanto i vincitori, ma il valore della scrittura come patrimonio condiviso,” ha sottolineato l’assessore Bacchi. Sulla stessa linea Daniela Sogliani, direttore del MuVi, che ospiterà alcuni degli incontri con gli autori: “La nostra biblioteca civica, che registra ingressi molto importanti, è il luogo naturale in cui questo incontro tra chi scrive e chi legge prende forma.” Tutti gli incontri e la serata conclusiva sono a ingresso gratuito.
