Ua e Malgot, Vimoscano ferma il tempo e rinsalda gemellaggio con la Val di Non
La tradizione padana, però, quest’anno ha allargato i propri confini, arrivando fino alla Val di Non. Tra gli ospiti anche Marco e Bruno, amici del Pineta, che hanno portato a Vicomoscano alcune specialità trentine, dai tortelli di patate ai salumi
A Vicomoscano c’è una clessidra che scandisce il passare del tempo, ma alla Festa dell’Ua e del Malgot il tempo sembra quasi essersi fermato. Quello della tradizione agreste e della cultura contadina padana, che da quindici anni torna protagonista di una delle manifestazioni più riconoscibili del comprensorio Oglio Po e del Casalasco.
Un appuntamento ormai consolidato, capace anche quest’anno di richiamare un pubblico numeroso nelle due giornate della festa. «Sabato sera abbiamo proposto gnocco fritto, salumi e musica – spiegano gli organizzatori – mentre la domenica è stata dedicata alla giornata piena, con il pranzo della tradizione domenicale, tutti insieme e con un menù fisso».
A fare da cornice, un allestimento pensato per riportare indietro nel tempo, con la sgranatura del mais, i giochi in legno, gli espositori e gli hobbisti. Un vero e proprio viaggio nella civiltà rurale, tra sapori, oggetti e attività che raccontano un mondo ancora fortemente legato alla memoria del territorio.
«Siamo molto contenti, il bilancio è positivo – proseguono gli organizzatori – e vogliamo ringraziare tutti i soci e i volontari che ci hanno dato una mano. La presenza è stata davvero importante, sia sabato sera sia domenica, anche grazie alle belle giornate di settembre».
La festa diventa così anche un modo per tenere viva la realtà associativa e guardare ai progetti futuri. «Siamo contenti che la società continui a vivere. Questi appuntamenti sono piccoli tasselli che ci permettono di mantenerla attiva e di realizzare anche i progetti importanti che abbiamo in programma».
La tradizione padana, però, quest’anno ha allargato i propri confini, arrivando fino alla Val di Non. Tra gli ospiti anche Marco e Bruno, amici del Pineta, che hanno portato a Vicomoscano alcune specialità trentine, dai tortelli di patate ai salumi.
Un legame nato da una storia familiare e diventato nel tempo occasione di scambio culturale. «Una ragazza del nostro paese è scesa in Val di Non e ha sposato un Lazzari. Oggi non ci sono più, ma sono rimasti i nipoti e il legame con quella terra. Siamo stati tra i primi a venire a fare questo scambio con la Val di Non e Vicomoscano».