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Rivarolo Mantovano, passa il piano di riequlibrio: Galli difende le scelte, minoranza attacca

Dieci anni per rimettere in equilibrio i conti del Comune, dal 2026 al 2035. Il Consiglio comunale di Rivarolo Mantovano ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale

Il consiglio di Rivarolo Mantovano (foto di repertorio)

Dieci anni per rimettere in equilibrio i conti del Comune, dal 2026 al 2035. Il Consiglio comunale di Rivarolo Mantovano ha approvato il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale, passaggio che ora dovrà essere sottoposto alla valutazione della Corte dei Conti. Un voto arrivato al termine di un confronto nel quale maggioranza e minoranza hanno offerto letture profondamente diverse della situazione finanziaria dell’ente.

Il sindaco Massimiliano Galli, nella sua relazione, ha inquadrato il piano all’interno di una fase nuova per il Comune, dopo gli anni caratterizzati da importanti contributi e investimenti. Secondo il primo cittadino, oggi la priorità è garantire risorse sufficienti per la manutenzione del patrimonio pubblico, per i servizi e per le fasce più fragili della popolazione, in particolare anziani e giovani.

Galli ha parlato di una gestione improntata alla prudenza e alla necessità di intervenire sia sulla spesa sia, soprattutto, sulle entrate. Tra le misure indicate figurano il contrasto all’infedeltà tributaria e fiscale, l’adeguamento delle aliquote Imu, del canone unico patrimoniale e, potenzialmente, l’introduzione dell’addizionale Irpef. Il sindaco ha sottolineato anche i risparmi prodotti negli anni dalla gestione interna di alcune funzioni, ricordando come il Comune abbia assunto direttamente responsabilità nell’area tecnica dal 2018 e in quella finanziaria e amministrativa dal 2023.

Nella sua relazione Galli ha inoltre evidenziato il peso della spesa corrente, in larga parte legata ai servizi essenziali, e quello delle spese legali, richiamando le numerose denunce e citazioni ricevute dall’ente negli ultimi trenta mesi. Il piano, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà quindi consentire di avviare una fase di accantonamento e di progressivo riequilibrio, senza compromettere i servizi rivolti alla comunità.

Di tutt’altro tenore la lettura della minoranza. I consiglieri hanno contestato innanzitutto la durata decennale del piano, sottolineando come le conseguenze delle scelte finanziarie ricadano su tre amministrazioni e chiedendo che il problema venga affrontato entro la fine dell’attuale mandato.

Nel mirino dell’opposizione è finito soprattutto il disavanzo di 932.116,14 euro, emerso nel 2025 dopo una serie di rendiconti che avevano evidenziato risultati positivi. La minoranza ha inoltre richiamato i rilievi formulati negli anni dal Revisore dei conti, citando le contestazioni relative ad anomalie gestionali e irregolarità contabili e ricordando, tra gli altri aspetti, il residuo attivo di circa 200 mila euro legato ad alienazioni di terreni privo, secondo quanto riferito in Consiglio, della necessaria documentazione.

La minoranza aveva chiesto anche il rinvio dell’approvazione, sostenendo che la documentazione a disposizione non fosse completa e che il piano contenesse misure potenziali e sostitutive di riequilibrio. Contestata, inoltre, la scelta di non prevedere una riduzione della spesa per gli organi politici: nel piano, viene evidenziato, un risparmio di 20 mila euro è considerato non significativo e quindi non idoneo a produrre effetti apprezzabili.

Il consigliere Braga ha definito il piano «l’esplicito fallimento del sindaco Galli», collegandolo ai dodici anni di amministrazione e alle responsabilità ricoperte direttamente dal primo cittadino nelle aree tecnica, amministrativa e finanziaria. Una posizione che fotografa la distanza politica emersa in aula sulle responsabilità che hanno portato all’attuale situazione.

Alla fine, comunque, il Piano di riequilibrio è stato approvato dalla maggioranza. Ora la parola passa agli organismi di controllo: il documento sarà trasmesso alla Corte dei Conti per la verifica della sua idoneità. Per Rivarolo Mantovano si apre dunque un percorso lungo dieci anni, nel quale l’amministrazione dovrà accompagnare le misure previste dal piano con una gestione attenta delle entrate e delle uscite, mentre la minoranza continuerà a chiedere conto delle scelte che hanno portato al disavanzo.

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