Cronaca

Bongiovanni spiega il Data Center: “Pronto nel 2028, non consumerà acqua: ecco perché”

Tra gli elementi previsti c’è infatti una sorta di collina artificiale che andrà a coprire il capannone destinato a ospitare il data center

La fornace Ex Sereni (video Alessandro Osti)
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Per la prima volta, al di fuori del primo comunicato ufficiale, il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni interviene sulla realizzazione del nuovo data center nell’area dell’ex Fornace Sereni, a Vicobellignano, soffermandosi in particolare su uno degli aspetti che maggiormente preoccupano la popolazione: il consumo energetico.

«Il tema dell’energia è stato uno degli aspetti sui quali ci siamo confrontati maggiormente con l’azienda – spiega Bongiovanni –. Il progetto prevede che l’energia necessaria al funzionamento dei server e al loro raffrescamento venga prodotta direttamente nell’area attraverso il parco fotovoltaico».

Una scelta che si accompagna anche a un’importante operazione di riqualificazione dell’area. «I piazzali cementificati dell’ex fornace verranno rimossi e saranno sostituiti da nuove superfici verdi – prosegue il sindaco –. Il progetto prevede quindi non soltanto il recupero di un’area già compromessa, ma anche una particolare attenzione all’inserimento paesaggistico».

Tra gli elementi previsti c’è pure una sorta di collina artificiale che andrà a coprire il capannone destinato a ospitare il data center. «Questa soluzione servirà a migliorare l’inserimento della struttura nel paesaggio della pianura padana, ma avrà anche una funzione concreta nel contribuire a mantenere più fresco l’ambiente circostante», sottolinea Bongiovanni.

Altro elemento indicato dall’amministrazione riguarda l’utilizzo dell’acqua. «In questo caso non sarà necessario un consumo di acqua per il raffrescamento, perché ci penseranno gli impianti di condizionamento alimentati col fotovoltaico – chiarisce il sindaco –. È un aspetto sul quale abbiamo posto particolare attenzione nel confronto con l’azienda».

Il progetto casalasco viene inoltre presentato come il primo di una serie di interventi analoghi che la società intende realizzare in Italia, con strutture di dimensioni contenute e associate a impianti fotovoltaici. Il riferimento, per un confronto sulle potenze in gioco, è a un modello sotto i 10 megawatt, mentre a Pozzaglio, ricorda Bongiovanni, si parla di un impianto da circa 130 megawatt.

Quanto ai tempi, il cronoprogramma prevede di partire proprio dalla realizzazione del campo fotovoltaico, per procedere successivamente con il data center. «L’obiettivo indicato dall’azienda è arrivare al completamento nell’arco di circa un anno e mezzo», conclude il sindaco.

 

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