Cronaca

Città ideali UNESCO, Sabbioneta si propone per l’incontro del 2028

Al convegno nazionale di Pienza il confronto sulla gestione e sulla tutela dei patrimoni UNESCO. Sabbioneta ha illustrato la propria esperienza e avanzato la candidatura per il 2028.

Tra i presenti al convegno di Pienza anche il sindaco di Sabbioneta Marco Pasquali e Alessandro Campera, consulente di Fondazione Sabbioneta Heritage
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Il confronto tra le città ideali UNESCO prosegue e Sabbioneta si propone come prossima sede di un appuntamento della rete. È quanto emerso domenica 4 ottobre a Pienza, dove si è svolto il convegno nazionale “Costruire Sognando. Le città ideali UNESCO tra utopia e realtà”, organizzato dal Centro Commerciale Naturale “Città di Pienza” in collaborazione con il Comune di Pienza, in occasione del trentennale dell’iscrizione della città nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

All’incontro, ospitato nella sala convegni “Rino Massai” del Conservatorio San Carlo Borromeo, hanno partecipato rappresentanti di Pienza, Urbino, Sabbioneta, Palmanova, Crespi d’Adda e Ivrea. La sala, con una capienza di circa cento persone, era pressoché al completo, a conferma dell’interesse per il tema e per le esperienze messe a confronto.

Per Sabbioneta sono intervenuti il sindaco Marco Pasquali, con un contributo dedicato a “La Città Ideale di Sabbioneta alla sfida del presente”, e Alessandro Campera, consulente di Fondazione Sabbioneta Heritage, che ha illustrato le attività della Fondazione e il modello di cura e gestione del patrimonio cittadino.

Nel proprio intervento, Pasquali ha evidenziato il valore storico e culturale di Sabbioneta e le difficoltà legate alla gestione quotidiana di un piccolo Comune chiamato a custodire un patrimonio monumentale di grande ampiezza, interamente di proprietà comunale. Una responsabilità che comporta la necessità di garantire manutenzione e risorse, ma anche di conciliare la tutela dei monumenti con servizi efficienti, sostegno al commercio, residenzialità e turismo sostenibile.

Il tema della città ideale è stato quindi affrontato anche nella sua dimensione contemporanea: non soltanto un luogo da conservare, ma una realtà capace di rimanere vivibile per la comunità che la abita. Alla tutela della bellezza e della memoria si affianca così l’esigenza di mantenere una comunità viva, accogliente e in grado di costruire relazioni.

In questa prospettiva, il sindaco ha richiamato anche la missione dell’UNESCO, nata per promuovere la pace attraverso la cultura, sottolineando il ruolo che il riconoscimento può svolgere come strumento di dialogo e collaborazione. Un percorso che può partire anche dalle piccole città, attraverso la capacità di favorire convivenza e pace all’interno delle comunità.

Campera ha invece approfondito il ruolo di Fondazione Sabbioneta Heritage nella gestione di un patrimonio complesso, soffermandosi sull’importanza del coinvolgimento degli attori locali e della collaborazione tra i diversi soggetti impegnati nella tutela e nella valorizzazione.

Dal confronto sono emerse problematiche differenti, ma accomunate dalla fragilità dei siti e dalla necessità di trovare un equilibrio tra conservazione, valorizzazione e vita delle comunità. Tra i temi affrontati, la pressione turistica di Pienza, la gestione del patrimonio di Sabbioneta e le esigenze di promozione e valorizzazione illustrate da Palmanova. Esperienze diverse che possono diventare occasione per condividere strumenti e buone pratiche.

L’appuntamento di Pienza rappresenta un nuovo passaggio nel percorso della rete delle città ideali, già avviato a San Martino al Cimino, nel territorio di Viterbo. Il confronto si è così sviluppato attorno alle caratteristiche delle città ideali UNESCO e alle responsabilità connesse alla loro gestione.

A conclusione dell’incontro è emersa la volontà di dare continuità e ulteriori prospettive al percorso. Sabbioneta si è candidata a ospitare un appuntamento della rete nel 2028, anno in cui ricorreranno i vent’anni dell’iscrizione di Mantova e Sabbioneta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Un’occasione per proseguire il confronto e rafforzare i rapporti tra città accomunate da un’importante eredità culturale e da sfide comuni per il futuro.

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