Un Museo tutto da giocare: ora sì, il progetto del Diotti è… sulle plance
Dalla didattica per i più piccoli ai giochi da tavolo destinati alla vendita, il progetto ideato da Davide Carcelli porta le opere del museo di Casalmaggiore fuori dalle sale espositive e apre nuove possibilità di coinvolgimento
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L’arte incontra il gioco e il Museo Diotti di Casalmaggiore si trasforma in un’esperienza da vivere anche al di fuori delle tradizionali sale espositive. Dopo una fase di sperimentazione che ha coinvolto cittadini e appassionati d’arte di diverse età, sono diventate realtà le quattro proposte ludiche ideate da Davide Carcelli e presentate nei locali del museo di via Formis.
L’obiettivo è avvicinare pubblici differenti al patrimonio artistico, attraverso strumenti capaci di unire apprendimento, curiosità e divertimento. Due giochi sono stati pensati soprattutto per le attività didattiche all’interno del museo, con particolare attenzione ai bambini delle scuole primarie, mentre gli altri due puntano a raggiungere un pubblico più ampio, dagli adolescenti agli adulti, facendo conoscere le opere e stimolando l’interesse per una visita.
«L’idea è creare due canali diversi: da una parte, attività che permettano ai più giovani di interagire maggiormente con il museo; dall’altra, giochi capaci di portare il museo all’esterno, raggiungendo persone che magari non lo conoscono ancora e invogliandole a scoprirlo», spiega Carcelli.
Le quattro proposte si chiamano Curatore per un giorno, Carte d’Arte, Colori a quadri e La grande plancia. I primi due sono destinati alla vendita e alla diffusione anche al di fuori del circuito museale, mentre gli altri saranno utilizzati per le attività didattiche rivolte alle scuole. Per questi ultimi è prevista una presentazione agli istituti del territorio, con l’auspicio di avviare quanto prima le prime esperienze con gli alunni.
La diffusione di Curatore per un giorno e Carte d’Arte rappresenta uno degli aspetti più significativi del progetto. I giochi sono disponibili, o lo saranno progressivamente, attraverso il bookshop del Museo Diotti e canali di distribuzione nazionali. Inoltre, grazie a un progetto di portata nazionale, sono stati introdotti in una rete di ludoteche e biblioteche che raggiunge diverse aree del Paese, dalla Lombardia fino alla Sicilia.
«È un’opportunità importante per far conoscere Casalmaggiore e il suo patrimonio anche lontano dal territorio. Il museo può diventare uno spunto per giocare, confrontarsi con l’arte e magari decidere di venire a vedere dal vivo le opere da cui tutto è partito», sottolinea l’ideatore.
Il percorso, però, non si esaurisce con la presentazione dei giochi. La fase di sperimentazione ha già permesso di raccogliere le prime impressioni, ma sarà il rapporto con il pubblico a determinarne l’evoluzione. In particolare, il coinvolgimento delle scuole e dei bambini potrà contribuire a sviluppare nuove modalità di utilizzo, arricchendo nel tempo l’esperienza proposta.
«Non vediamo l’ora di capire come la comunità di Casalmaggiore accoglierà queste proposte. Ci piacerebbe che i giochi crescessero insieme a chi li utilizzerà, attraverso nuove idee e modi di giocare, mantenendo sempre al centro il legame con l’arte e con il museo», conclude Carcelli.
Un progetto che punta dunque a superare i confini fisici del Museo Diotti, trasformando le opere in occasioni di scoperta e condivisione e offrendo al pubblico un modo nuovo, più diretto e partecipato, di entrare in contatto con il patrimonio culturale cittadino.