Ponte sul Po, Fadda: “Terminata la progettazione di competenza della Provincia nel 2025”
Il presidente della Provincia di Parma: "Disponibili ad un’assemblea pubblica solo se partecipano anche Anas e ministero. Solo da loro possono arrivare le risposte che chiede un intero territorio"
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“Solo Anas, che dispone dei dati sul monitoraggio, può dirci quale sia, ad oggi, la vita utile dell’attuale ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore. Solo il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ad oggi, può stanziare i fondi (300 milioni di euro) necessari alla realizzazione del nuovo ponte. La Provincia di Parma ha esaurito l’attività di propria competenza che era quella di consegnare proprio ad Anas il progetto di fattibilità tecnico-economica, operazione formalizzata a settembre 2025”.
Il presidente della Provincia di Parma Alessandro Fadda torna sul tema relativo al ponte sul Po di Colorno-Casalmaggiore dopo aver incontrato in mattinata, come concordato nei giorni scorsi, una delegazione del Comitato Treno Ponte Tangenziale guidata dal presidente Paolo Antonini ed dal vice Fausto Salvini affiancati da Giulia Vezzoni e Giuseppe Zani ed il sindaco di Colorno Christian Stocchi a Palazzo Giordani, sede della Provincia di Parma, con collegamento da remoto da parte della Provincia di Cremona, rappresentata dai tecnici e dal presidente Roberto Mariani.
IL PUNTO AD OGGI
“La Provincia di Parma – spiega Fadda – ha consegnato ad Anas il progetto di fattibilità tecnico-economica il 3 settembre del 2025. Questo significa che, da quel momento, ha esaurito la fase progettuale della convenzione sottoscritta con Anas in base alla quale la Provincia di Parma si era fatta carico di un’attività estremamente gravosa, come la progettazione di un ponte di rilevanza nazionale, per un ente locale. La convenzione ha disciplinato i rapporti tra Provincia ed Anas, ente quest’ultimo con il quale il confronto è stato costante in fase di progettazione. Dalla consegna del progetto è partito un percorso di verifica, previsto dalla norma, durante il quale Anas ha chiesto dettagli. Faccio esempi pratici per rendere l’idea: sono state richieste specifiche sul diametro dei tubi per lo scolo delle acque piovane e le modalità di illuminazione del ponte. Davvero piccoli dettagli nel quadro di un’opera da 300 milioni di euro. Sempre nello spirito di massima collaborazione con Anas abbiamo poi anticipato, rispetto alle successive fasi progettuali, l’invio del progetto al Consiglio superiore dei lavori pubblici per una richiesta di parere”.
I PROSSIMI PASSAGGI
“L’attuale progetto di fattibilità tecnico-economica deve essere adeguato al nuovo Codice degli appalti. Per questo come Provincia avevamo chiesto, a marzo 2025, i 3,8 milioni di euro aggiuntivi al ministero in quanto la progettazione partita nel 2023 era stata affidata con le regole del precedente codice, all’epoca vigente. I 3,8 milioni di euro, come ormai noto, ci sono stati concessi il 24 luglio 2026 con richiesta di affidamento della progettazione entro il 30 settembre 2026. Soli due mesi per un’operazione di gara che, mediamente, ne richiede minimo sei. Pertanto, ad oggi, quei soldi non sono più disponibili. Sarà compito di Anas trovare le risorse mancanti per completare la progettazione”.
MONITORAGGIO E RISCHIO CHIUSURA PONTE
“Nel 2019 fu stimata una vita utile del ponte attuale sino al 2029. Nell’estate del 2025, in base ai dati dei monitoraggi del ponte disponibili, è stato ipotizzato un lasso di tempo più ampio. Ad oggi per avere informazioni dettagliate in merito è necessario rivolgersi ad Anas, proprietaria del ponte e titolare dei dati relativi al monitoraggio. Dati che non sono nelle disponibilità della Provincia di Parma. Solo Anas può dirci se il ponte potrà essere percorribile, in sicurezza, anche dopo il 2029 e per quanto tempo”.
FINANZIAMENTO DELL’OPERA
“Un altro grande problema è che non ci sono ancora le risorse necessarie per la realizzazione del ponte, ossia i 300 milioni di euro che servono per la sua costruzione. Questi soldi li deve stanziare il Governo. Ma non abbiamo nessuna informazione in merito. La lettera, congiunta con la Provincia di Cremona, che abbiamo inviato al ministro Matteo Salvini non ha ricevuto alcuna risposta”.
ASSEMBLEA PUBBLICA
“La Provincia di Parma è disponibile a partecipare ad un’assemblea pubblica sul tema ponte qualora tutti i soggetti coinvolti siano a loro volta disposti a partecipare: oltre a cittadini, comitati, enti locali (in primis i comuni) riteniamo che sia necessaria anche la presenza di Anas e del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Anas e ministero sono i due soggetti ai quali è necessario rivolgere le domande più importanti riguardanti la vita utile dell’attuale ponte e il finanziamento della realizzazione del nuovo. Un’assemblea pubblica senza di loro non troverebbe risposte alle legittime domande di un intero territorio”.
FADDA: “LA PROVINCIA NON HA RESPONSABILITÀ SULL’ATTUALE STALLO”
“Un aspetto deve essere chiaro a tutti. La Provincia, in questo momento, ha completato i propri compiti in merito alla progettazione del ponte sul Po tra Colorno e Casalmaggiore. Sono altri soggetti coloro che devono fornire le risposte”.