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Viadana, sale la Tari ma resta sotto le medie lombarda e nazionale

Nel 2026 la Tari sale del 9% a Viadana, ma la spesa per una famiglia tipo resta inferiore alle medie regionale e nazionale. Il vicesindaco Alessandro Cavallari chiarisce le cause dell'aumento e ricorda le agevolazioni per i nuclei in difficoltà economica

Il municipio di Viadana
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Dopo tre anni di tariffe sostanzialmente invariate, nel 2026 la Tari sale a Viadana in media del 9%. L’ultimo adeguamento risaliva al 2023. Per una famiglia di tre persone in un’abitazione di 100 metri quadrati il conto annuo è di 186,07 euro, addizionale provinciale del 5% compresa. Nello stesso confronto, effettuato a luglio, la media lombarda è di 262 euro e quella nazionale di 340.

Una famiglia tipo di Viadana paga quindi circa 76 euro in meno all’anno rispetto alla media lombarda e circa 154 euro in meno rispetto a quella nazionale: in termini percentuali, la spesa risulta inferiore di circa il 29% rispetto alla media regionale e del 45% rispetto a quella italiana. Secondo le simulazioni effettuate sulle diverse tipologie di utenze domestiche, il rincaro va da circa 9 euro l’anno per chi vive da solo a 18 euro per i nuclei più numerosi.

A illustrare i motivi della revisione è il vicesindaco Alessandro Cavallari, che inquadra la decisione nel nuovo metodo tariffario Arera valido per il quadriennio 2026-2029. Il punto di partenza, spiega, è il contesto economico: “L’adeguamento della Tari 2026 arriva dopo tre anni di sostanziale stabilità delle tariffe, in un periodo nel quale l’inflazione cumulata 2023-2026 è stimata intorno al 12%, con conseguenti aumenti dei costi dei carburanti, dell’energia, delle manutenzioni e del personale.”

Accanto all’inflazione, l’amministrazione indica altre cause. Alcune importanti aziende del territorio hanno scelto di affidare i propri rifiuti a operatori privati, possibilità ampliata dalla nuova normativa tributaria 2026. Questo riduce il gettito, ma una parte rilevante dei costi del servizio resta da sostenere e va ripartita su una platea più ristretta di utenze, che continuano a utilizzare il servizio pubblico. Nelle elaborazioni per il 2026, inoltre, le riduzioni da considerare nella costruzione tariffaria sono passate da circa 4.000 a circa 69.000 euro. Cavallari le riassume così: “A questi fattori si aggiungono l’applicazione del nuovo metodo tariffario nazionale Arera, l’aggiornamento delle componenti di costo, l’uscita di alcune importanti aziende dal servizio pubblico e le maggiori riduzioni riconosciute alle utenze.”

Pesa infine un vincolo di legge: la normativa nazionale impone che il costo del servizio rifiuti sia coperto dal gettito tariffario, quindi il Comune deve tenere conto non solo dei costi di raccolta e smaltimento, ma anche delle riduzioni riconosciute, delle entrate disponibili e della platea di utenze su cui ripartire la spesa.

Sul fronte delle ricadute per cittadini e imprese, il vicesindaco rivendica l’impegno del Comune: “L’amministrazione comunale ha cercato di contenere il più possibile l’impatto di questi fattori sulle famiglie e sulle attività economiche, anche attraverso l’applicazione del bonus sociale Tari, che garantisce una riduzione del 25% alle famiglie economicamente più fragili, contribuendo ad alleggerire il peso della tariffa proprio per chi si trova in maggiore difficoltà.”

Il bonus sociale rifiuti prevede una riduzione del 25% della Tari per le famiglie in condizioni di disagio economico, individuate sulla base dell’Isee. Applicato dal 2026 sulla base delle attestazioni Isee riferite al 2025, viene riconosciuto automaticamente, senza necessità di presentare domanda al Comune, alle utenze domestiche in possesso dei requisiti previsti dalla normativa nazionale.

Per Cavallari il dato più significativo è il confronto con il resto del paese: “Il risultato è che, nonostante l’adeguamento medio del 9%, una famiglia tipo di Viadana sostiene ancora una spesa Tari inferiore di circa il 45% rispetto alla media nazionale, mentre le famiglie in possesso dei requisiti economici previsti dalla normativa – conclude – possono beneficiare di un’ulteriore riduzione del 25% grazie al bonus sociale”.

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