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Manutenzione strade:
a quale prezzo
per Casalmaggiore?

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Rattoppi alle buche stradali, più che mai necessari e anzi reclamati anche dalla cittadinanza, e tombini che vanno ripuliti (accade, in genere, a chiamata, senza un calendario prefissato): operazioni indispensabili, si sa. Già ma quanto costano al comune?

Abbiamo provato a cercare risposte, seguendo da vicino il lavoro degli operai comunali. Cominciamo dal problema delle buche stradali: il comune ha un mezzo apposito, che serve a stendere il catrame, ma a causa della mole non viene utilizzato quando si tratta di sistemare semplicemente buche di piccole dimensioni. Sistemazioni di ripristino del manto stradale rese necessarie ovviamente dopo il passaggio della brutta stagione e dopo l’abbondante pioggia caduta. L’automezzo comunale, quando si programmano questi lavori, esce in strada trasportando 25 quintali di catrame alla volta per due volte al giorno: sono soltanto due gli operai impegnati, il che rende più lento e faticoso il lavoro. Il vero problema è che, senza rulli di minore dimensioni, l’unico modo per rendere “plastica” la buca e dunque stendere il catrame in attesa che si solidifichi, è passare sopra lo stesso con le ruote del camioncino, perché tramite lo schiacciamento il materiale si amalgama meglio al manto stradale. Grazie a un calcolo matematico (che prende in esame il costo del catrame al quintale e quello del personale, ovvero due addetti più l’autista dell’automezzo) il costo di operazioni così semplici ma così indispensabili arriva anche a mille euro al giorno.

Discorso diverso per la pulizia dei tombini, che come detto non si programma ma avviene in genere a chiamata, a seconda dell’esigenza. In genere la pulizia di un tombino costa, in termini di tempo, una quarantina di minuti. Non poco considerando che sul comune di Casalmaggiore le caditoie sono all’incirca duemila. In sostanza, due operatori impiegherebbero, a ripulirli tutti, 72 giorni all’anno. Il dato però più stupefacente emerge dalla quantità di materiale ripulito: ogni tombino nasconde, sotto di esso, anche fino a 150-200 kg di materiale. Terra, foglie, sporco di ogni genere e anche – malcostume da correggere – scarti edili, ossia malta che viene gettata da qualche muratore, durante o dopo i lavori, nel tombino, ma poi solidifica e crea un tappo di cemento. Chiedere aiuto a una ditta di spurgo porterebbe a meno fatica e meno tempo, anche se indubbiamente costerebbe di più alle casse comunali. Altro dettaglio non di poco conto riguarda il terriccio che viene ritrovato sotto i tombini: questo infatti viene poi trasportato da una ditta specializzata, che viene pagata per questo servizio. Il fatto è che la stessa ditta, poi, utilizza questa terra per compostaggio in terriccio da giardino, guadagnando dunque due volte su questa semplice operazione. E se il comune, per cominciare, sfruttasse questo business, facendosi carico in primis di trasporto e compostaggio? Per ora è solo un’idea o una proposta. Ma chissà che non possa tornare utile, in tempi di ristrettezze economiche.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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