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Festa dell’Europa,
bilancio positivo
ma con qualche riserva

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Soddisfatto ma con qualche riserva. E’ onesta la disamina di Maurizio Toscani, tra i soci dell’associazione Amici di Casalmaggiore, quando si tratta di stilare un bilancio della Festa dell’Europa conclusa domenica. La soddisfazione per avere portato un evento nuovo e avere ravvivato il Listone di piazza Garibaldi viene infatti mitigata da una risposta non sempre entusiastica della popolazione.

“A livello economico” attacca Toscani “dobbiamo ancora chiudere il bilancio: crediamo comunque che si arriverà ad un sostanziale pareggio tra spese e incassi, anche se speriamo di potere ricavare qualcosa per “La Rete”. Si poteva fare meglio, ma era anche la prima volta per una festa di questo tipo e rimane l’esperienza positiva e la soddisfazione di averci provato. E’ stato un avvenimento unico a livello nazionale e abbiamo richiamato in piazza un buon numero di persone, anche da fuori città. Tra le finalità c’era proprio la volontà di ravvivare il centro”.

Tra i top cosa ha spiccato? “Di sicuro il convegno organizzato da Efsa, ben costruito e ben condotto, senza annoiare ma interessando sempre gli studenti. Poi direi gli show cooking, in particolare quello del sabato pomeriggio. E ancora la partecipazione alle mostre cittadine, richiamata da questa festa. Ma il vero boom è arrivato dalla visita alla Torre Littoria domenica pomeriggio: scelta azzeccata, se è vero che nelle uniche due occasioni in cui, in passato, la torre venne aperta fu visitata da poche decine di persone. Domenica, nelle quattro ore di apertura, sono salite più di 650 persone: favorite dal bel tempo, ma anche dalla buona pubblicità e dalla buona organizzazione”.

Poi le note dolenti. “Ci sono aggiustamenti da fare, specie sotto il punto di vista della ristorazione: domenica sera, in particolare, le pizze non sono state servite a dovere, nel senso che mancava la pasta e qualcuno è rimasta a bocca asciutta. Il servizio poteva essere organizzato meglio e anche in cucina si è visto un po’ di smarrimento. Miglioreremo”.

Qualcuno si è lamentato dell’assenza di bagni lungo il Listone. “Vero, ma è stata una scelta: volevamo favorire i bar, gli esercizi commerciali della piazza e allora abbiamo deciso di non piazzare bagni pubblici, i cosiddetti “vespasiani”. E’ stata una scelta, condivisibile o meno, ma pensata con criterio”.

Ultimo appunto: l’assenza di chef stranieri. Cru Forma Mentis sembra non avere mantenuto il piano organizzativo, esposto anche nella brochure. “Sull’organizzazione della cucina preferisco non esprimermi: è evidente che i problemi ci sono stati e lo sappiamo. Abbiamo sostituito qualche chef all’ultimo momento, ma credo che la qualità del cibo sia comunque rimasta alta. E qui voglio presentare una riflessione che noi Amici di Casalmaggiore abbiamo portato avanti nella riunione di lunedì sera: quando presenti menù particolari il rischio di scontentare qualcuno c’è sempre, ed è forte. Il cibo popolare e popolano, nel senso più nobile del termine, incontra i favori del grande pubblico. Blisgoni e cotechino, o cibi con la zucca, per capirci, non deludono mai. La Festa dell’Europa, invece, ha presentato una qualità superiore ma cibi più ricercati. Emblematico l’esempio della paella spagnola: tutti l’aspettavano calda, qui l’hanno preparata fredda, facendo anche più fatica. Era molto buona, ma non tutti hanno apprezzato. La novità non è sempre facile da accettare. Credo sia un problema di cultura. Ma, comunque sia, dobbiamo imparare anche dagli errori: la prossima volta cercheremo di mediare, provando ad incontrare anche i favori del pubblico, che ovviamente ha sempre ragione”.

Toscani, comunque, rivendica il volto positivo della festa. “Abbiamo lavorato bene, abbiamo dato tutto. La prossima volta speriamo di avere nuovi Amici di Casalmaggiore che possano dare una mano: tutti insieme possiamo migliorare e anche di molto. Comunque sia, sabato sera e domenica a mezzogiorno il ristotenda era pieno, mentre domenica sera è stata sottovalutata l’affluenza, il che fa emergere sì un problema organizzativo, ma al contempo sottolinea la volontà del pubblico di essere presente. Insomma, nonostante i difetti, siamo soddisfatti. Con moderazione, ma soddisfatti. E ringraziamo patrocinatori, lavoratori volontari, Pro Loco, Gev, tutti gli sponsor, il dottor Giancarlo Belluzzi, la dottoressa Chiaristella Ferrari e l’Asl”.

Giovanni Gardani

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