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Risarcimenti alluvione,
la proposta dei danneggiati

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Nella foto, la riunione che si è tenuta sabato in Municipio a Torricella

Il sindaco di Torricella del Pizzo Emanuel Sacchini ha incontrato sabato i cittadini danneggiati dall’alluvione del 2000 per fare il punto della situazione, all’indomani del deposito del ricorso in Cassazione contro la multa della Regione.

Come noto, Torricella secondo la sentenza del Consiglio di Stato, deve alla Regione 77mila euro, mentre il debito di San Daniele Po è di 380mila euro e Martignana Po di 56mila euro.

Nel piccolo comune casalasco vivono in golena parecchie decine di abitanti, e tanti di questi erano presenti al vertice con gli amministratori.

“E’ la terza volta che incontro i cittadini della golena – afferma Sacchini – ed abbiamo già convocato un nuovo incontro per settembre. Il nostro è un caso particolare, in quanto dei 77mila euro citati, buona parte ce li hanno già trattenuti, quindi dovremmo versare un’ulteriore cifra di 8-9mila euro. Ciò non ci impedisce di combattere questa battaglia giusta fino alla fine”.

Dall’incontro di sabato è uscita una proposta da parte degli ex alluvionati. “Sì, hanno chiesto di poter versare, ovviamente se soccomberemo in Cassazione, un contributo del 20% sul totale”. Voi amministratori che dite? “Non spetta a me decidere, non sono il responsabile dei servizi finanziari. Io ero per un tentativo di mediazione, che però purtroppo oggi non è più possibile. Mi impegnerò a verificare la proposta fatta, e sono in attesa di un incontro con il Dipartimento della Protezione Civile che aveva dato la sua disponibilità già ai tempi della visita dell’allora ministro Enrico Letta. Voglio puntualizzare che i soldi li chiede la Regione, ma ad incassarli sarebbe il Ministero”.

Nel caso passi la proposta dei cittadini, in pratica incassereste poco più di 15mila euro, ma in fondo avendo un debito ancora da versare inferiore, vi resterebbero soldi in cassa… “E’ così, ma speriamo che il problema non si ponga. Ora siamo valutando la sospensione in attesa della sentenza, per quella del Consiglio di Stato abbiamo atteso 5 anni”. E non c’è motivo per pensare che la nuova sentenza arrivi in tempi brevi.

Vanni Raineri

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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