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Canicossa, la pioggia
interrompe sul più bello
il concerto dei Dik Dik

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Una pioggia improvvisa, scosciante e inopportuna ha interrotto lunedi sera sul più bello il sogno di un migliaio di spettatori incantati dal concerto dei Dik Dik a Canicossa, frazione di Marcaria. Si pensava di aver già pagato il tributo al maltempo con il temporale che attorno alle 20 aveva disturbato, ma non scoraggiato, i commensali stretti l’uno all’altro per la cena sotto i tendoni dell’Avis .Quando il cielo è tornato sereno, con i volontari che asciugavano le sedie e i tecnici che toglievano i teli di plastica dagli strumenti, la gente è tornata felice sotto il palco occupando tutti i posti a disposizione. E lì ha avuto inizio un meraviglioso viaggio a ritroso nel tempo con i brani, cantati e commentati da uno dei gruppi più in voga negli anni ‘60. Grazie ai Dik Dik la gente ha rivissuto ricordi ed emozioni sopite nel cuore, riportate alla mente attraverso un’esecuzione perfetta che ha riproposto brani indimenticabili scritti da autori memorabili come Mogol, Battisti, Lennon-McCartney e molti altri. Compositori dallo stile che quarant’anni fa si ispirava a Bach e Beethoven. Emozioni, l’Isola di White, Mi ritorni in mente, mescolate ad immagini e citazioni degli eventi più importanti dell’epoca come la guerra fredda Usa-Urss, lo sbarco sulla luna e la guerra in Vietnam hanno composto il mosaico di uno spettacolo che stava crescendo sempre più se l’acqua repentina e violenta non l’avesse di colpo bruscamente interrotto.Togliendo dal programma l’ascolto di pezzi altrettanto memorabili e unici come ad esempio “Senza luce” (A whiter sade of pale), probabilmente una delle composizioni più indimenticabili nella storia della musica leggera con chiare influenze classiche.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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