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Condominio di via Trento
E’ protesta contro
gli studenti “vandali”

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Adesso alzano la voce i condomini di via Trento, che vivono nella palazzina in fregio al “Romani”, divisa dal polo scolastico solo dalla pensilina della fermata dei bus. Per la verità lo hanno già fatto da un po’ e circa un mese fa una lettera è anche arrivata al tavolo dell’amministrazione comunale e al comando della polizia locale. “Ma non abbiamo ancora ricevuto risposte” lamentano, arrivando poi al punto del problema. “Quello che non sopportiamo più è la maleducazione di certi ragazzi, che crea dei danni anche alle case o ai giardini dove viviamo. Alle volte il loro sembra quasi un gesto di sfida”.

E’ un allarme che non va sottovalutato, quello lanciato in particolare da un residente di via Trento, il quale ogni sei mesi si prodiga volontariamente per risistemare i danni causati dagli stessi ragazzi. Che sono di vario genere. “In primis continuano a mettere i piedi sul muretto di ingresso del condominio, lasciando pedate e orme, e tocca poi al sottoscritto ritinteggiare tutto, a mie spese. Non solo, alle volte li vedo dalla finestra e più volte ho scoperto che gettano cartacce in giardino. Se non lo fanno nel verde interno, lo fanno davanti a casa, per strada. E poi se non sono svelto a togliere la pubblicità dalla cassetta della posta esterna, questi la prendono e ne fanno coriandoli, spargendola ovunque. A questo punto ho chiesto che la Casalasca Servizi in zona passi tutti i giorni a pulire, perché sono davvero stanco di avere ogni giorno dopo le ore 14, orario di partenza degli ultimi studenti, immondizia davanti a casa. Quanto meno ci mandino un vigile, come fanno per le altre scuole per regolare il traffico, che possa fare da deterrente”.

Ma non è tutto. “Ogni tanto vedi alcuni ragazzi che, per farsi belli, giocano a Mister Muscolo davanti al cancello del condominio: fanno finta di fare ginnastica con le sbarre bianche, e fin che si scherza tutto bene. Peccato però che da quando la scuola è ricominciata – e sono passati soltanto due mesi – hanno già rotto o piegato ben sette di queste sbarre”.

Da qui è nata la proposta provocatoria. “Ho chiesto al comune di essere inserito in lista per avere il sussidio, lo stesso che viene dato ai poveri o ad alcuni extracomunitari. L’ho fatto per provocare, certo, ma un fondo di coerenza nella richiesta c’è: perché devo continuamente pagare io i danni provocati da altri? Mi sono anche minuto di una scopa grande da spazzino, ormai faccio io da operatore ecologico per il mio condominio. D’accordo che sono piccole somme, ma a forza di accumularle diventano anche cifre importanti. Anche perché tocca sborsarle sempre a noi condomini”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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