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Apecar contro sbarra
muore Giuseppe Civa
di Commessaggio

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Nella foto, a sinistra la scena dell’incidente, a destra Giuseppe Civa

Un gravissimo incidente ha destato la tranquillità di Commessaggio poco dopo le ore 14.30 di sabato pomeriggio: Giuseppe Civa, classe ’53, residente nel comune mantovano, è deceduto dopo essere stato colpito da una sbarra d’acciaio che è stata centrata in pieno dall’Apecar sulla quale viaggiava.

La dinamica è al vaglio dei carabinieri di Bozzolo, intervenuti sul posto assieme all’ambulanza che è subito ripartita verso l’ospedale, con il paziente a bordo della barella ovviamente in codice rosso data la gravità dell’infortunio. Pare che i vetri dell’Apecar, condotto da E. B. P. (l’uomo colpito era sul lato passeggero) verso l’ingresso della statale 420, fossero appannati: proprio le condizioni di scarsa visibilità sarebbero all’origine del sinistro, ma nessun’altra dinamica può per ora essere esclusa. I due uomini, entrambi volontari della Pro Loco locale, stavano spostando col piccolo veicolo alcuni tavoli da sistemare per allestire un gazebo organizzato dall’associazione per vendere fiori e raccogliere fondi destinati agli alluvionati della Sardegna. Sul posto anche il presidente della locale Pro Loco, Federico Agosta Del Forte.

Come si evince anche dalla fotografia, la sbarra d’acciaio ha tranciato di netto l’Apecar, sfiorando il guidatore ma colpendo in pieno volto il passeggero, che è stato subito soccorso: l’uomo è rimasto cosciente subito dopo l’incidente, i testimoni che per primi l’hanno soccorso hanno raccontato che Civa respirava. In maniera affannosa, ma respirava. Il sessantenne è però spirato poco dopo, in ospedale, a causa delle gravissime ferite riportate al volto.

Giuseppe Civa, classe 1953, lascia la moglie Aurora Silocchi, che lavora presso l’ospedale Oglio Po, e due figli, Silvia e Davide. Pensionato, aveva lavorato per l’Enel. Negli ultimi anni si era dedicato al volontariato, in Pro Loco e all’Avis. Accudiva spesso le due nipotine, figlie di Silvia, ed il presidente della Pro Loco di Commessaggio ha solo bei ricordi per lui. “Si dedicava alle attività di volontariato, sempre – spiega Federico Agosta del Forte -. Era una persona estremamente disponibile. Oggi ci eravamo dati appuntamento qui, col furgoncino dell’associazione, per recuperare i tavoli che ci sarebbero serviti domenica, per l’ennesima iniziativa benefica”.

Simone Arrighi


© RIPRODUZIONE RISERVATA

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