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‘Architetture da indossare’
al Museo del Bijou
di Casalmaggiore

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Nella foto, alcune opere inserite nella mostra

Al Museo del Bijou di Casalmaggiore il prossimo 21 dicembre avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Architetture da indossare – come la progettazione dell’architettura ridefinisce il gioiello di design”. La Mostra, curata dall’architetto Floriana Maracchia e patrocinata dal comune casalese, dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Roma e provincia, dall’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Cremona, in collaborazione con l’Associazione Amici del Museo del Bijou e con il Distretto delle Terre Casalasche, si pone il fine di riflettere e rendere esplicito al pubblico, il valore aggiunto che l’occhio di un architetto conferisce a ideazione, creazione e realizzazione di un gioiello.

Alcuni architetti, con una significativa esperienza in questo campo di ricerca, (Floriana Maracchia, Ilaria Vernier, Paola Ferri, e il gruppo Elviro di Meo/Antonio Rossetti) sono stati chiamati a rispondere, con le loro opere, a sei distinti punti teorici che analizzano le caratteristiche prevalenti dell’essere architetti che elaborano gioielli.  Uno dei tratti peculiari di questa mostra, e dei gioielli in essa presentati è da riscontrare nell’utilizzo di materiali tanto lontani da quelli tradizionalmente impiegati dalle tecniche orafe quanto invece rintracciabili nella pratica professionale di un architetto quali: cemento, rame, profili di alluminio, elementi in acciaio, plexiglass, ceramica, vetro…

La lettura alternativa di materiali insoliti per la realizzazione di gioielli affianca, agli aspetti teorici in oggetto, i necessari contenuti tecnici legati alla presenza dei materiali utilizzati e contribuisce a fornire agli stessi valori alti, conferendo loro una ricchezza frutto del valore dell’idea e rivestendoli di inaspettata poesia. L’organizzazione complessiva dell’esposizione, la struttura schematica a punti, lo sguardo architettonico sul tema del gioiello riesce a coinvolgere un ampio target di visitatori. La mostra si rivolge allo sguardo tecnico degli architetti, a quello specifico degli artisti, alla crescita culturale delle scuole e all’interesse di professionisti del campo del gioiello o di semplici curiosi.

IL DIBATTITO

Gli architetti, in un dialogo condotto attraverso le loro opere, si confrontano sugli elementi del ‘fare architettura’ nella realizzazione di un gioiello di design, rispondendo attraverso esso, ai 6 punti che costituiscono la base teorica fondante della mostra.

1. Il gioiello come IDEA E LUOGO DELLA MENTE

Il gioiello come COME POESIA E SINFONIA

Gli architetti affrontano il tema della centralità dell’Idea nel progetto, del riconoscimento dell’origine trascendente del processo creativo.

Il risultato estetico di un progetto, giustificandosi in un fondamento mentale e concettuale, è condizionato fortemente dalla relazione armonica tra gli elementi propri della composizione, dalla loro rispondenza all’idea.

In questa corrispondenza a equilibri profondi e irrinunciabili, la composizione risuona come un brano musicale e il progetto rende concreta la poesia del bello, traducendola dal mondo trascendente dell’idea.

2. Il gioiello come VERITÀ e ARTE

Il gioiello come IMMAGINE NECESSARIA

La risposta ad un principio ideale comporta la volontà di vincere la tentazione dell’apparenza in favore della ricerca profonda di significato. La forma si pone come volontà immanente, in un senso irrinunciabile di onestà, di rispetto assoluto all’organicità della composizione, nella realizzazione di un’immagine necessaria.

Al di la del semplice valore del bello, o del valore della tecnica, il progetto dell’architetto porta rispetto all’Idea, esprimendo il valore assoluto della Verità, elemento centrale e imprescindibile.

L’idea quindi è quel valore che aggiunge al gioiello di design, al di là del valore del materiale dell’oggetto, un valore nuovo e immateriale, Assoluto e Vero.

In questa ricerca di verità l’opera sfiora il valore dell’arte.

3. Il gioiello come ESPRESSIONE

Il gioiello come COMUNICAZIONE DELL’ANIMA

L’idea alla base del progetto vuole essere comunicata.

Aspetto fondamentale del creare è l’espressione, e l’opera, esprimendo la volontà comunicativa propria dell’arte, risponde all’irrefrenabile e naturale bisogno di significati che è insito nell’anima dell’uomo.

4. Il gioiello come LINGUAGGIO

Il gioiello come DIALOGO TRA PARTI ED ELEMENTI SINTATTICI

Architettura è dunque comunicazione e la trasmissione del messaggio avviene attraverso l’uso di un linguaggio, di quegli elementi sintattici e “grammaticali” che lo strutturano.

Nello studio della forma, nelle proporzioni, nell’analisi del ritmo e delle relazioni di una composizione gli architetti individuano un’etica che rende necessario riconoscere quelle espressioni più consone a dare risonanza allo stato d’animo ricercato e sollecitato, affinché la comunicazione avvenga senza fraintendimenti.

5. Il gioiello come STORIA, MEMORIA E STORIA ALTERNATIVA

Il gioiello come LUOGO NEL TEMPO

Gli architetti analizzano il rapporto esistente tra l’opera e il tempo, tra l’opera e la storia; raccontano la storia quale strumento di indagine e la memoria quale fonte creativa del gioiello.

Trovando fonti e ispirazioni nella memoria, la storia è la coscienza attraverso cui la ricerca si esplica nel nuovo. Le parti, fisiche e concettuali all’interno della composizione, assumono la forza di forme archetipe e si collegano direttamente ad un passato storico che arriva ad interessare l’opera realizzata nel presente.

Nell’opera d’arte l’idea si afferma concretizzandosi in un luogo. L’opera dà luogo all’esistente, dà luogo al tempo ed ai valori che esprime. L’esistenza incontra il qui e l’ora.

6. Il gioiello come PROGETTO

Il gioiello come REALIZZAZIONE TECNICA E MATERIALE

Il progetto è studio grafico programmatico, affiancato all’interesse specifico per la conoscenza del materiale e della realizzazione tecnica. Gli architetti prendono in esame un punto di vista prettamente operativo e pratico del “fare cantiere”.

Le buone idee devono appoggiarsi sulla buona conoscenza dei supporti, dei materiali e delle tecniche in un iter creativo dell'”investigar facendo”.

Nell’ottica di ricerca semantica del progetto, il procedimento grafico del progettare è processo di svelamento e ricerca del significato e del significante.

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