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Non solo libri:
fra musica e danza,
tutto esaurito per Bibliocafé

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Nella foto, le esibizioni e il pubblico presente in Sala Polivalente

Oltre 200 ragazzi della scuola secondaria di Cingia de’ Botti e Gussola, e parecchi altri spettatori, hanno occupato tutte le sedie della Sala Polivalente di Scandolara Ravara, dove si è tenuto uno spettacolo/intervista con principale protagonista il giovane musicista Federico Fattinger. L’iniziativa è stata organizzata nell’ambito del progetto “Bibliocafé, ricomincio dai libri”, a cura delle Biblioteche di Municipia, Martignana Po, Gussola e Torricella del Pizzo e della Cooperativa L’Umana Avventura di Cremona. Tra i partner anche Teatrodanza di Cremona, che ha avuto un ruolo importante nello spettacolo grazie alla presenza delle ballerine Martina Mancini, Giuditta Gerevini, Marta Cataldi, Francesca Sartori ed Elisa Mozzanica. Con loro anche il pianista e compositore Lorenzo Piovani, che si è esibito in apprezzati brani.

Il tema, dello spettacolo di sabato mattina e del progetto complessivamente, è promuovere la Biblioteca come luogo di aggregazione coinvolgendo talenti e giovani artisti del territorio. Fattinger ha alternato brani suonati al pianoforte con interventi che hanno riguardato domande a lui formulate e il contenuto del libro “Perché (io) credo”, che sarà a disposizione nelle sedi delle varie biblioteche coinvolte.

Sulla sua partecipazione al talent show “Italia’s got talent”, Federico ha detto: “L’ho fatto per mettermi in gioco e superare le mie paure. Non conta tanto vincere, ma far vedere che con la musica si possono creare emozioni. Poi sono seguite tante esperienze non legate al talent, come ad esempio il libro, che mantiene il titolo della canzone e racconta quel che è riassunto nel brano. Un libro nato nell’estate 2010 con l’idea di portare una testimonianza di vita”.

Ancora sui talent: sono utili, e promuovono il talento? “Do una risposta onesta. Ad oggi sono un grosso mezzo per farsi conoscere, solo quello. Chi vince non deve pensare di essere già un artista fatto e finito, ed è quel che spesso accade, al di là di finte dichiarazioni di modestia. Serve come mezzo pubblicitario a chi partecipa. Prima che a noi serve a chi lo produce per fare soldi”.

Cosa significa per te la musica? “Ho un piano di fianco al letto, in qualsiasi momento mi posso alzare e comporre e suonare, anche di notte. Vivo di musica, per me la musica fa parte della mia famiglia”.

Leggi di più nell’intervista a Federico Fattinger

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