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Concass, la modifica
statutaria fa discutere
in consiglio comunale

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Nella foto, la giunta Silla nel consiglio comunale di venerdì

Il consiglio comunale di Casalmaggiore, aperto da un messaggio di vicinanza ai consiglieri assenti Franco Feroldi ed Ermelinda Casali espresso dal presidente Calogero Tascarella a nome di tutto il Consiglio per il difficile momento che stanno vivendo i due colleghi, ha approvato la modifica statutaria del Concass, che prevede la trasformazione da consorzio di funzione e servizi a consorzio di servizi, mantenendo la denominazione di Consorzio Casalasco Servizi Sociali e divenendo ente strumentale dei venti comuni associati. Un passaggio normativo che dovrà trovare il sì di tutti i comuni, compresi quelli che avevano già votato per una modifica dello statuto poi corretta negli ultimi giorni.

Inizialmente si era parlato di azienda speciale consortile, termine però che non ha riscontri legislativi: per questo è stata ritirata la convocazione del consiglio comunale del 9 dicembre, organizzato ad hoc per votare la modifica dello statuto del Concass. Un’analisi più approfondita ha portato ad optare per la versione corretta, corrispondente ad un “consorzio di servizi”, che di fatto funziona secondo le modalità di un’azienda speciale. Cosa cambia in concreto: la modalità di voto, che sarà secondo un criterio di peso ponderato in base alla partecipazione dei comuni (Casalmaggiore ha una quota del 38,18%, determinato dal numero di abitanti); il consiglio di amministrazione non sarà più formato da sindaci, assessori o consiglieri comunali, bensì da tecnici retribuiti a gettone. “Il Concass è un’esperienza radicata e giudicata positivamente da tutti i venti comuni associati, che intendono continuarla”: ha spiegato il sindaco Claudio Silla in comune, alla presenza anche del direttore del Consorzio, Katja Avanzini.

Filippo Bongiovanni, consigliere di minoranza della Lega Nord, ha definito le modalità adottate per arrivare alla modifica dello statuto alla stregua di un “pasticciaccio brutto” e dopo aver riconosciuto l’importanza del Concass e del lavoro svolto dai suoi dipendenti, ha evidenziato perplessità sui costi del personale se paragonati alla forma a gettone di presenza prevista per i prossimi membri del Cda. Matteo Rossi del Listone, sempre dai banchi di minoranza, ha invece chiesto delucidazioni su scadenze e su passaggi dovuti per l’approvazione della modifica statutaria, oltre ad eventuali capacità del comune di Casalmaggiore di ‘riassorbire’ i dipendenti del Concass in caso di chiusura. I dubbi del ‘listoniano’ si sono tradotti in una dichiarazione di voto contrario. Al gruppo civico di minoranza non sono bastate le risposte del segretario comunale Luisa Gorini e del sindaco Silla: secondo Rossi si sarebbe potuto fare maggior chiarezza e riportare il punto all’ordine del giorno in un futuro consiglio comunale. Per la stessa ragione, la Lega Nord non ha partecipato al voto. Anche il consigliere di minoranza Orlando Ferroni, di Casalmaggiore per la Libertà, viste le complicanze ha preferito non partecipare al voto.

Sul tema è intervenuto anche l’assessore ai Servizi Sociali Pierluigi Pasotto, che ha ribadito l’importanza del Concass e la bontà del lavoro svolto da dirigenti ed assistenti sociali, definendo “sconvenienti” le uscite del leghista Bongiovanni sulle retribuzioni dei dipendenti del consorzio. “Siamo chiamati a decidere”: ha chiosato il sindaco Silla. Il voto ha registrato quindi il sì della maggioranza, l’astensione di Lega e Casalmaggiore per la Libertà, il no del Listone. Per il Concass, si tratta del primo passo verso la modifica statutaria: ora tocca agli altri 19 comuni associati esprimere il proprio voto.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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