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Microcredito, dalla
Caritas nuovo aiuto
a famiglie in difficoltà

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Dal sito della Diocesi di Cremona

Con l’inizio del 2014 è stata rinnovata, per il quinto anno consecutivo, la convenzione tra Banca Cremonese e Fondazione San Facio per sostenere, attraverso il micro-credito, famiglie e persone in difficoltà a causa della crisi economica. Grazie al fondo di 150mila euro costituito in parti uguali da Banca Cremonese e Fondazione San Facio, la Caritas diocesana continua a garantire piccoli prestiti (mai superiori ai 3.000 euro, salvo rare eccezioni) gestiti attraverso il Centro di Ascolto di via Stenico.

Dal 2009 sono stati erogati complessivamente 345mila euro, con un rientro di 175mila euro che ha permesso di continuare l’azione di aiuto. Numericamente il numero dei prestiti erogati dal 2012 al 2013 è calato: dai 45 interventi del 2012 si è scesi ai 32 del 2013, con la cifra complessiva passata da 70mila euro a 53.500 euro. Questo non a motivo di un minor numero di situazioni di criticità sul territorio, ma per il fatto che il micro-credito è attivato solo a fronte di situazioni per le quali sia realmente presumibile un rientro del prestito, secondo lo spirito di questa modalità di intervento. I prestiti, infatti, non sono a fondo perduto, ma concessi dopo una precisa indagine che mira a capire l’effettiva situazione dei richiedenti, con  un piano di rimborso adeguato alle loro possibilità.

«Tra le centinaia di richieste che giungono in Caritas – spiega il direttore, don Antonio Pezzetti – per una decina di casi è stato possibile fornire una liquidità immediata con finalità di restituzione. Una boccata di ossigeno che ha permesso di superare difficoltà temporanea molto pesanti. In certi casi il prestito è servito a non perdere, o a poter iniziare, un lavoro, fonte di sostegno per l’intera famiglia. Questa concreta modalità di finanziamento, resa possibile grazie alla disponibilità di Banca Cremonese,  ha una forte valenza educativa perché responsabilizza chi chiede un aiuto: i nostri volontari, tra cui ex impiegati di banca, seguono passo dopo passo la persona che ha ricevuto il prestito, indirizzandola verso un oculato utilizzo della somma. In secondo luogo attraverso il micro-credito, il beneficiario si sente investito di nuova fiducia da parte della società che è ancora intenzionata a scommettere su di lui. Nel persistente buio della crisi economica il micro-credito è ancora uno dei pochi segni di speranza».

«Quando cinque anni fa abbiamo costituito il fondo per il micro-credito insieme alla Fondazione San Facio – dichiara il presidente di Banca Cremonese Antonio Davò – pensavamo di tamponare un’emergenza a fronte di una situazione che si sarebbe normalizzata nell’arco di un anno, al massimo due. Invece la crisi morde ancora il nostro territorio ed il canale del micro-credito, erogato attraverso la Caritas Diocesana, diventa più che mai importante per far fronte alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione che, diversamente non saprebbero come affrontare eventi o spese impreviste. Il micro-credito è una forma di solidarietà efficiente che la nostra Banca sostiene in modo convinto e che contribuisce a restituire speranza e fiducia nel futuro e nella ripresa, favorendo la collaborazione e l’aiuto reciproco, nel più autentico spirito cooperativo».

Il micro-credito nel 2013

Nel 2013 sono stati erogati 32 prestiti a cittadini italiani e stranieri, per un ammontare complessivo di 53.500 euro, di cui 15.500 già rientrati. Le difficoltà che spingono le persone a rivolgersi alla Caritas sono ancora scatenate principalmente della crisi economica.

Si tratta spesso di persone in situazioni già al limite che, a causa di un imprevisto, si trovano in stato di estrema necessità, come nel caso di una madre sola con lavoro su turni fuori città a cui all’improvviso si è guastata l’auto: il piccolo prestito le è servito per comprare subito un’auto usata indispensabile per poter continuare a lavorare.

Altra storia quella di un padre di famiglia che ha interrotto per alcuni mesi il suo lavoro autonomo: nel frattempo, però, i debiti si sono accumulati (mutuo, rata dell’auto, bollette). Il micro-credito gli ha permesso di onorare tutte le spese e di ripartire con slancio nella sua attività professionale.

Sintomatica anche la vicenda di una signora straniera sola che lavora come badante: a causa di un precedente periodo di inattività ha accumulato debiti verso il condominio per spese comuni non corrisposte, il prestito le ha consentito di ripianare la difficile situazione che si era venuta a creare.

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