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Maxi inchiesta per
appalti corrotti: sotto
sequestro ditta di Dosolo

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DOSOLO – Tra le aziende poste sotto sequestro dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Ceralacca 2”, portata avanti dai finanzieri di Reggio Calabria, c’è anche una ditta dosolese. Due su dieci le ditte mantovane coinvolte: l’impresa edile Gsc Srl di Dosolo e la Capillupi Enzo Srl di Curtatone. Le indagini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria hanno evidenziato come funzionari e dipendenti pubblici comunicassero in anticipo ad un gruppo di imprenditori di Gioia Tauro le offerte dei concorrenti presentate per l’assegnazione degli appalti della Sorical e di altri enti. Crimini che hanno portato all’arresto ai domiciliari di sedici persone e al sequestro di dodici società per un valore di 40 milioni di euro.

I particolari dell’operazione “Ceralacca 2” sono stati resi noti stamani a Reggio Calabria nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato il Procuratore della Repubblica, Federico Cafiero De Raho; il procuratore aggiunto, Ottavio Sferlazza, ed i vertici della Guardia di finanza reggina. “Quello scoperto – ha detto De Raho – è un sistema illegale efficacemente costruito da imprenditori ed impiegati della pubblica amministrazione, un cartello tra corrotti e condizionati, per vincere le gare d’appalto in maniera sicura. Il gruppo Bagalà poteva contare sull’aiuto di personaggi infedeli della pubblica amministrazione che comunicavano agli imprenditori di Gioia Tauro in anticipo le offerte dei concorrenti per l’assegnazione degli appalti della Sorical e di altri enti pubblici. Da qui, la contestazione di associazione a delinquere, corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio”. Sferlazza ha aggiunto che «l’inchiesta, seguita dal collega Matteo Centini, ha evidenziato la permeabilità e le sacche di inefficienza della pubblica amministrazione. Non appaiano al momento legami con la criminalità organizzata, né coinvolgimenti di personaggi politici, tranne l’episodio di pressione esercitato da un consigliere provinciale parente dei Bagalà sulla dirigente della Stazione unica appaltante, Maria Grazia Blefari, dalla cui denuncia è partita l’indagine”. “L’operazione – ha proseguito – contiene un inquietante valore simbolico sullo stato di inefficienza della pubblica amministrazione in Calabria. Un quadro di corruzione e di intimidazione, di reciproci scambi di favore tra imprenditori che si accordavano per avere a turno gli appalti, secondo le precise indicazioni dei Bagalà”. Il comandante provinciale della Guardia di finanza, col. Alessandro Barbera, ha ricordato che “noi non abbiamo mai mollato l’osso sin dalla prima parte dell’inchiesta fino a completare il quadro totale delle indagini. È stato persino individuato un ‘manualè della corruzione, coni relativi prezzi da pagare ai funzionari infedeli. Somme di migliaia di euro sottratte alla disponibilità dello Stato e dei cittadini”.

Sono state poste tutte agli arresti domiciliari le 16 persone coinvolte nell’operazione “Ceralacca 2” eseguita dal Comando provinciale di Reggio Calabria della Guardia di finanza contro un’organizzazione criminale che, secondo l’accusa, avrebbe condizionato e pilotato numerosi appalti pubblici. Le persone a carico delle quali sono state eseguite le ordinanze di custodia cautelare sono Francesco Bagalà, di 29 anni, di Gioia Tauro; Luca Vescio (34), di Lamezia Terme; ; Massimo Siciliano (44), di Catanzaro; Isidoro Gagliardi (45), di Crucoli; Luigi Cosentino (46), di Cosenza; Giuseppe Riccio (48), di Crotone; Giulio Ricciuto (44), di Pizzo; Pietro Salvatore Teti (50), di Soverato; Michele De Siena Clericuzio (53), di Catanzaro; Francesco Cianflone (60), di Serrastretta; Andrea Romano (47), di Antonimina; Nicola Pelle (32), di Locri; Beniamino Murdaca (34), di Locri; Marianna Montirosso (49), nata in Svizzera; Mariarosaria Barranca (46), di Melito Porto Salvo, e Francesco Mingodaro (52), di Parghelia. Le società sequestrate, insieme al loro patrimonio aziendale, sono la Condotte srl, con sede a Serrastretta; la Gsc (Dosolo, in provincia di Mantova); la Icop (Antonimina); la Picem di Luca Vescio (Serrastretta); la Edra Ambiente (Senigallia, in provincia di Ancona); la Capillupi Enzo srl (Curtatone, in provincia di Mantova); la Adige Strade srl (Trevenzuolo, in provincia di Verona); la Astarte srl (Locri); l’impresa individuale di cui è titolare Isidoro Gagliardi, che è un ingegnere; la Costruzioni srl (Amato); la Stemag srl e la ditta individuale di cui è titolare Franco Santagada, di 49 anni, di Cosenza. L’imprenditore nei confronti del quale è stata disposta l’interdizione dall’attività è Franco Santagada.

(fonte ANSA)

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