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Un percorso turistico
per il Casalasco sposato
dall’Università di Parma

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Nella foto un momento dell’incontro all’Università di Parma

PARMA – Casalmaggiore, o meglio il Casalasco, entrano anche nell’Università della vicina Parma. E lo fanno con l’intento di mostrare le potenzialità turistiche di una zona troppo spesso non sfruttata. Il progetto “Il Casalasco”, dal titolo molto semplice ma con implicazioni e prospettive future davvero interessanti, è stato presentato sabato mattina in un incontro con 22 stagisti che stanno frequentando il master universitario Comet di Scienze Gastronomiche gestito dal professor Andrea Fabbri, presso la Facoltà di Agraria in zona Campus.

Un incontro durato quasi cinque ore, dalle 9 alle 14, a conferma dell’interesse suscitato e riscontrato sia nei giovani studenti che nella professoressa Costanza Ferrarini, che ha gestito l’incontro: da Casalmaggiore sono partiti, per fare da relatori, Zelindo Madesani, proprietario del Luna Residence e da sempre impegnato nel rilancio turistico della zona Oglio Po, Achille Scaravonati degli Amici di Casalmaggiore, Chiara Mina, proprietaria del Palazzo Porcelli che ha tenuto i contatti con l’Università e organizzato l’incontro, Ernesto Marchetti, presidente del Museo Amarcord degli strumenti meccanici musicali di Torricella del Pizzo, oltre a Fabio Chiesa, neo laureato con una tesi proprio sulle potenzialità turistiche del Casalasco (del suo lavoro abbiamo parlato proprio sul nostro giornale). Mancava, assente giustificato per influenza, Sandro Parmigiani, gestore dell’Albergo Giulia Gonzaga di Sabbioneta, cittadina che, con le sue potenzialità, sarà senza dubbio stella polare del progetto. Da evidenziare, peraltro, il ruolo attivo del Gal Oglio Po, che ha subito appoggiato il progetto con un sostegno in attesa di un prossimo patrocinio.

Ma di cosa si tratta nello specifico? “Casalmaggiore e il Casalasco si trovano in un triangolo composto da Cremona, Mantova e Parma, città di forte attrattiva turistica, che ogni anno registrano 2 milioni di presenze” ha spiegato Madesani “. Per questo vogliamo valorizzare la nostra zona, sfruttando la sua caratteristica di territorio di passaggio e valorizzando le nostre bellezze. Abbiamo presentato anche il progetto Circuito dei Quattro Ponti, di tipo enogastronomico, che è a parte, in realtà, ma potrebbe incrociarsi tranquillamente con questa nuova iniziativa”.

Su 22 stagisti coinvolti, 6-7 già hanno dato la loro disponibilità a seguire il progetto da vicino, facendo da guide oppure occupandosi di marketing turistico: tra questi ne verranno selezionati tre in totale, che da luglio a dicembre 2014 seguiranno passo passo l’iniziativa spendendo un totale di 500 ore. Si lavorerà sul settore marketing, trascinando, sulla spinta dell’enogastronomia tipica della macro-zona Casalasca (ma potremmo tranquillamente parlare di Oglio Po), anche il turismo in generale. I tempi non appaiono troppo lunghi: si parla di sei mesi circa per ottenere i primi risultati tecnici. A giudicare dall’interesse mostrato dagli studenti, che assieme alla docente hanno disegnato schemi ad hoc e pianificato eventuali progetti operativi alla lavagna, l’iniziativa potrebbe presto ottenere risultati di prestigio.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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