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Casalmaggiore, ecco
come si vota tra
insidie e ballottaggio

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Nella foto il municipio di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Voto “pulito”, voto nullo, voto contestato. Da quest’anno, con il ballottaggio, pure il voto disgiunto. Il mistero si infittisce per gli elettori, in particolare a Casalmaggiore. Ecco perché sapere come votare è il miglior modo per poter esprimere il proprio diritto. Al netto di chi, per protesta o per scelta, non si recherà alle urne o lo farà votando scheda bianca, ecco tutto quello che c’è da sapere per evitare di incorrere in antipatici annullamenti. Un vademecum che riguarda da vicino anche i vari rappresentanti di lista piazzati nei quindici seggi del comune di Casalmaggiore.

Perché prendiamo in esame solo la situazione del comune principale tra quelli al voto? Perché è qui, come detto, che si voterà con lo schema del doppio turno, ossia col possibile (anzi probabilissimo) ballottaggio. Negli altri comuni del Casalasco e nei sei comuni mantovani del territorio Oglio Po al voto (Bozzolo, Canneto sull’Oglio, Commessaggio, Dosolo, Rivarolo Mantovano e Sabbioneta), infatti, non è previsto il voto disgiunto, che è la grande novità del 2014 per Casalmaggiore, trattandosi di comuni inferiori ai 15mila abitanti, dove non è possibile avere più di una lista a sostegno di un candidato sindaco. Diremo di più. Trattandosi di comuni inferiori ai 5mila abitanti, non è nemmeno possibile esprimere due preferenze, pena l’annullamento di entrambe. La doppia preferenza vale solo solo per comuni superiori a 5mila abitanti, ma questo caso non riguarda domenica i nostri comuni. Casalmaggiore ovviamente escluso.

QUALCHE NUMERO: Casalmaggiore vanta, stando all’ultimo dato ufficiale, 15111 abitanti. Ad avere diritto al voto sono 11337, divisi quasi equamente in 5498 maschi e 5839 femmine. Si voterà tra le 7 e le 23 della sola giornata di domenica. Domenica sera, dalle 23, si procederà subito allo spoglio per le elezioni europee; lunedì dalle 14 al via lo spoglio per le comunali. In linea di massima attorno alle 18 di lunedì dovrebbero essere resi noti i risultati definitivi. Nel 2009 votò il 77,81% degli aventi diritti, con un calo di circa 3 punti percentuali rispetto al 2004. Vince al primo turno il candidato che riesca ad ottenere il 50% più uno dei voti. Altrimenti i due più votati parteciperanno al ballottaggio in programma l’8 giugno prossimo. Da segnalare che il consiglio comunale scenderà da 20 a 16 elementi (11 rappresentanti della maggioranza, più il sindaco, e cinque di minoranza).

VOTO DI GENERE: Come detto, il discorso si complica rispetto al passato. Partiamo dal voto di genere: è possibile esprimere due preferenze ma a patto che queste vadano a un candidato di genere maschile e a uno di genere femminile appartenenti alla stessa lista (non si possono votare, come vedremo, due liste diverse). Se si votano due uomini, o due donne, viene conteggiata solo la preferenza del primo indicato in ordine di linea. La seconda preferenza viene annullata. Resta valido il voto al candidato sindaco, ovviamente. Discorso identico se esprimo tre preferenze: se indico tre candidati dello stesso sesso, vale solo il primo; se indico due uomini e una donna (o viceversa) vale il primo uomo e la donna (o viceversa).

VOTO DISGIUNTO: E’ la vera novità, come detto. Quest’anno è infatti possibile votare un candidato sindaco e, al contempo, un candidato consigliere che non lo sostiene. Per qualcuno un controsenso, per molti un’opportunità in più. Come a dire: apprezzo Tizio come consigliere e lo vorrei, anche se in minoranza, ma mi ispira più fiducia come candidato sindaco Caio (non sostenuto da Tizio) rispetto a Sempronio (sostenuto da Tizio). Non è solo una questione di candidati: il voto disgiunto è possibile anche per la lista. Basta sbarrare il nome del candidato sindaco e al contempo una delle liste, anche se a lui non collegate. In questo caso voto al sindaco e alla lista, con o senza preferenza.

VOTO NULLO: Attenzione, perché si va in salita. In linea di massima vale un’unica regola: il presidente di seggio deve infatti fare in modo di accettare il voto se questo: a) palesa in maniera evidente la volontà dell’elettore (per intenderci, se si appongo tre croci anziché una sola sul nome del candidato sindaco, il voto vale eccome); b) non presenta segni identificativi (non si può, per esempio, firmare una scheda. Non ridete. E’ già successo in passato).

PER SOMMI CAPI: La “x” sul nome del candidato sindaco ha la prevalenza sulla “x” sulla lista che sostiene un sindaco, che a sua volta prevale sul nome del consigliere scritto per esteso come preferenza. Per questo motivo vale la regola generale che, se qualcuno sbarra due diverse liste, ma al contempo un solo nome di sindaco, il voto va al sindaco indicato e non alle liste. Al contempo se il votante scrive due preferenze per due liste diverse, ma sbarra una sola delle due liste, saranno validi solo voto e preferenza relative alla lista sbarrata.

VOTO DISGIUNTO NULLO: E’ la decisione più complessa, a causa anche di dettami abbastanza cervellotici arrivati dal Ministero. Per questo, dopo avere tracciato una linea generale, andremo per esemplificazioni grafiche. In linea di massima, se appongo la “x” su una lista, la preferenza è sempre valida, a patto, ovviamente, che quella sia l’unica “x” presente e non abbia votato due liste in contemporanea. Nel caso in cui infatti il votante sbarri con la “x” due diverse liste, il suo voto alla lista è valido solo se viene espresso, nell’apposito spazio, il nome del consigliere collegato a quella lista. A prendere la preferenza sarà dunque soltanto una lista per scheda, mai due, pena l’annullamento della preferenza in assenza del nome del candidato consigliere collegato alla lista.

A questo punto, se anche indico la preferenza per il consigliere in uno spazio diverso rispetto alla naturale posizione accanto alla lista sbarrata, il voto viene ritenuto valido così come la preferenza, a patto che il consigliere appartenga alla lista sbarrata.

Se invece sbarro una lista ma indico come preferenze nominativi appartenenti ad una lista diversa, vale il voto al sindaco appoggiato dalla lista e anche alla lista, ma non vale la preferenza.

Se invece non ho messo la “x” sulla lista, voto e preferenza sono valide entrambe se indico la preferenza (o le due preferenze) nello spazio corretto, ossia solo al fianco della lista alla quale i due consiglieri votati appartengono. Viceversa se indico il nome di due consiglieri vicino al simbolo non sbarrato di una lista alla quale non appartengono (e non appongo “x” sul nome del sindaco) si annullano sia il voto (anche al sindaco) sia la preferenza. In sostanza, per non sbagliare e avere comunque la certezza di dare il proprio voto, meglio sbarrare sempre, come minimo, il nome del sindaco e della lista prescelta.

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