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Distretto del ‘bio’,
elaborato un progetto
ad ampio raggio

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CASALMAGGIORE – Il distretto del ‘bio’, dopo i primi passi mossi a fine 2013 e la presentazione al Pirellone della ricerca ‘Bioagricoltura nell’Oglio-Po le ragioni del distretto rurale’, ha trovato una sua forma ed è stato presentato alla commissione accademica dell’Università Cattolica di Milano, coordinata dal docente Gabriele Canali, esperto in economia agro-alimentare che ha ricevuto dalle camere di commercio di Cremona e Mantova e dalle rispettive province l’incarico di prendere in esame il progetto. Al vaglio, un’ipotesi più ampia rispetto a quella proposta inizialmente: “La volontà è di valorizzare i prodotti locali ma in una scala più grande”, spiega Agostino Alloni, consigliere regionale Pd tra i promotori di un’iniziativa che vede in prima fila anche il Gal Oglio Po Terre d’Acqua.

Proprio grazie alla regia del Gruppo di Azione Locale sono stati organizzati incontri propedeutici nel territorio casalasco e viadanese nel corso degli ultimi mesi. Riunioni che hanno messo insieme le istanze dei vari produttori ‘bio’ del comprensorio Oglio Po. Quello sottoposto all’attenzione dell’Università Cattolica, sarebbe il primo distretto lombardo nel suo genere, come sottolineato anche dall’assessore regionale all’agricoltura Gianni Fava, e da rurale, ovvero riservato a piccole realtà produttive di vocazione locale, potrebbe aprirsi anche ad una dimensione più ampia, inglobando eccellenze agro-alimentari ‘bio’ di un territorio ben più vasto, che superi i confini comprensoriali e abbracci una dimensione regionale, visto anche il coinvolgimento diretto di diverse associazioni agricole. Il tutto, riconoscendo un ruolo determinate ai pionieri del progetto, ovvero a quei piccoli produttori locali che dall’inizio hanno creduto nell’iniziativa.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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