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Avis casalese,
un esempio virtuoso
che fa scuola

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Nella foto, la sede dell’Avis di Casalmaggiore

L’Avis di Casalmaggiore fa scuola. Con oltre 1100 donatori e la soglia delle 110mila donazioni superata in soli dieci anni, la realtà avisina maggiorina si conferma una delle più numerose del mondo del volontariato cremonese. Una sezione, quella che sorge in zona Baslenga, che alle cifre unisce le certificazioni, ottenute nel corso di un’esistenza radicata in città da oltre sessant’anni. La sede, spesso a disposizione della cittadinanza anche per eventi non strettamente connessi all’Avis, rappresenta un esempio che la vicina Bozzolo vorrebbe seguire. Ben diversa la situazione del punto di raccolta mantovano, che per sopravvivere alla riorganizzazione provinciale virgiliana ha richiamato l’attenzione dell’intero comprensorio. I circa 230 donatori provenienti dalle località che fanno capo al centro avisino bozzolese – tra queste anche le casalasche Spineda, Tornata e Romprezzagno – richiamo di essere dirottate a Campitello di Marcaria oppure a Canneto sull’Oglio, in seno ad una riorganizzazione complessiva che vorrebbe ridurre da 27 a 11 il numero di punti di raccolta nella provincia di Mantova.

Onde evitare la diaspora, il presidente dell’Avis di Bozzolo Jacopo Bacchetta accompagnato dal sindaco del comune di don Primo Mazzolari,  Giuseppe Torchio, e da quello di Commessaggio, Alessandro Sarasini, hanno fatto visita in settimana alla sede di Casalmaggiore: un tour utile per dialogare con la presidente Fernanda Somenzi ed il vice Stefano Assandri, per prendere visione di strutture, attrezzature ed organizzazione. Prendere appunti ispirandosi ad un esempio virtuoso è il primo passo fatto dall’Avis bozzolese per provare a progettare una proposta concreta da inoltrare al coordinamento provinciale. Una sinergia tutta comprensoriale, un mutuo soccorso volto a garantire la presenza sul territorio di un centro di raccolta Avis tra i più importanti dell’intero Oglio Po, che attraverso le certificazioni necessarie vorrebbe continuare ad esistere.

Simone Arrighi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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