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L’Imam che predicò
a Motta: “Vaticano
sarà musulmano”

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Nella foto l’Imam Bosnic e l’articolo di Repubblica

CREMONA/MOTTA BALUFFI – “Sono stato in Italia in più occasioni, fino a qualche mese fa. A Bergamo, a Cremona, ma anche a Roma. Per me siete un Paese molto importante”. Queste le dichiarazioni rilasciate dall’Imam bosniaco Bilal Bosnic a Repubblica di giovedì, in un’intervista in cui l’imam racconta del suo giro in Italia “per predicare, per parlare alla comunità”. Il suo nome compare nell’inchiesta aperta in questi giorni dalla Procura di Venezia sulla vicenda Ismar Mesinovic, imbianchino bosniaco di 37 anni residente nel bellunese, morto combattendo contro il regime di Assad dopo essersene andato di casa, portando con sè il figlio piccolo. Indagati sono un gruppo di quattro siriani legati ad Abu Omar. Gli investigatori sono interessati a capire – come riporta Repubblica – se possano essere stati loro a convincere l’imbianchino ad unirsi ai fondamentalisti dell’IS. Il nome di Bosnic appare proprio a questo punto: secondo gli investigatori, durante il suo giro nel Nord Italia (a Cremona, Bergamo e Pordenone, ma anche nel Casalasco, con una predicazione nel 2011 a Motta Baluffi) per invitare i giovani a unirsi alla Jihad, avrebbe incontrato il suo connazionale. Dunque anche Cremona e Motta Baluffi rientrano ora nelle indagini della Procura veneta.

Dal canto suo, Bosnic, che dichiara a Repubblica di non aver commesso alcun reato, ammettendo però che dall’Italia arrivano finanziamenti per la Jihad: (“Lo so per certo ma non so da parte di chi”, dice) evidenzia che “E’ un dovere di ogni buon islamico essere coinvolto in qualche modo nella Jihad, combattendo, aiutando, dando assistenza, finanziando”. Il suo ruolo, come lui stesso evidenzia, è quello di parlare ai giovani, di “informarli di cosa sta accadendo nei nostri territori, al di là delle bugie dei media”. Bosnic ha raccontato a Repubblica che durante i suoi incontri parla “della situazione attuale dell’Islam” e soprattutto “di cosa è importante fare”. Secondo i servizi segreti internazionali si tratterebbe di un vero e proprio reclutatore, per conto dell’Isis: cercherebbe giovani da mandare a combattere in Medio Oriente, tra Iraq, Siria e Libia, per sostenere militarmente la causa dello Stato Islamico del califfo Al Baghdadi. “Noi musulmani crediamo che un giorno il mondo intero sarà uno Stato islamico – ha detto a Repubblica -. Anche il Vaticano sarà musulmano. Forse io non riuscirò a vederlo, ma quel momento arriverà, così è scritto. E’ questo che spiego ai ragazzi”. E nell’Is ci sarebbero italiani, secondo quanto afferma.

Bosnic giustifica la decapitazione del giornalista James Foley da parte dell’Is: “Foley era una spia, questo è ampiamente noto. Nell’Islam è accettabile uccidere un prigioniero se in qualche maniera questo può far paura al nemico. Capisco che può sembrare atroce ma noi stiamo combattendo una guerra”.

L.B.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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