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L’assessore Fava da
Piadena: “Distretto bio sì,
ma con unica proposta”

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Nella foto l’assessore Gianni Fava

PIADENA – “Mi auguro che sul territorio possa nascere un unico distretto del biologico, con un percorso condiviso finalizzato a sostenere le produzioni locali. Se ciò non avvenisse e i due progetti ad oggi in essere non dovessero trovare un punto di incontro, è chiaro che diventa tutto molto più difficile, perché i primi a non capire sarebbero i produttori stessi e i consumatori finali”. A invitare a riflettere sul futuro del distretto biologico dell’area del Casalasco Oglio-Po, sulla quale insistono due proposte di accreditamento, è l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, sabato in visita con il consigliere regionale Federico Lena al pastificio biologico Nosari di Piadena, una realtà che nel giro di otto anni è passato da 22 dipendenti e un fatturato di 1,8 milioni di euro a 56 dipendenti, 15 milioni di fatturato e un indotto di un centinaio di agricoltori che conferiscono i cereali per la lavorazione della pasta, commercializzata con il marchio Iris.

Innovativa anche la natura dell’impresa, una società cooperativa agricola per azioni, presieduta da Maurizio Gritta. Un modello che è stato studiato anche dall’Università Bocconi per le peculiarità e i risultati legati alla valorizzazione di un prodotto a bassa marginalità come la pasta, ma che sta dando risultati notevoli in Italia e all’estero, dove è venduta metà della produzione, anche grazie ad alleanze con importanti brand. “Ci troviamo di fronte a un modello sostenibile di filiera – ha commentato l’assessore Fava – che ha sposato la linea del biologico, rispondendo a una domanda in crescita dei consumatori, e allo stesso tempo individuando un percorso di coinvolgimento diretto degli agricoltori”.

In tre anni la produzione di pasta è passata da 44.000 a 74.000 quintali e l’obiettivo è quello di triplicare i volumi. L’assessore regionale all’Agricoltura Fava e il consigliere Lena si sono infatti recati nel vicino comune di Casteldidone, nel cantiere dove è in fase di costruzione un nuovo stabilimento, su un’area di 40mila metri quadrati, di cui 15mila coperti. Un progetto all’avanguardia, che oltre al pastificio prevede aree dedicate alla comunità del territorio, con aree per la ristorazione, l’asilo, un centro culturale, una biblioteca, un parco, un polo di assistenza ai disabili.

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