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E’ un paese per vecchi
E il Casalasco “traina”
Cremona nella classifica

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CREMONA – Dati impressionanti sulla struttura demografica della provincia di Cremona, quelli che emergono dall’ultimo rapporto statistico pubblicato dall’Amministrazione provinciale. Una volta di più, se ce ne fosse ancora bisogno, la provincia di Cremona mostra segnali preoccupanti di mancanza di ricambio generazionale, con un indice di vecchiaia che nel circondario del capoluogo sfiora i 200 punti (195,37); nel cremasco tocca quota 146,49 e nel casalasco 174,3. Cifre che significano rispettivamente, per Cremona, una presenza di over 65enni quasi doppia rispetto agli under 14; per il cremasco, 146 over 65 ogni 100 under 14; e per il casalasco 174 over 65 ogni 100 under14. La media provinciale è pari a 170 su 100.

Tutti gli indici demografici sono negativi, ad esempio il tasso di vecchiaia, ossia l’incidenza percentuale degli ultrasessantacinquenni sul totale della popolazione: 23% a livello provinciale, con punta massima sempre nel circondario cremonese, del 24,69%, media nel casalasco (23,45%) e più bassa sul cremasco (20,52%). Questo significa, visto da un’altra angolazione, 4,81 anziani oltre i 65 ogni bambino fino a 5 anni (a Cremona); 3,72 a Crema; 4,32 a Casalmaggiore. Gli indici di dipendenza offrono invece spunti di riflessione importanti sul tessuto economico della provincia. Con questi indici si misura infatti il rapporto tra popolazione economicamente autonoma e quella che tale non è, ossia ragazzi sotto i 14 anni e adulti oltre i 65. L’indice totale di dipendenza è pari a 56, ovvero 56 persone su 100 non sono economicamente autonome e quindi presumibilmente inattive. Di queste, 21 sono giovani al di sotto dei 14 anni (indice di dipendenza giovanile) e 35 anziani al di sopra dei 65 anni (indice di dipendenza senile). Anocra una volta il capoluogo ha i capelli più bianchi che mai: qui l’indice di dipendenza totale sfiora il 60, di cui 20 unger 14 e 40 over 65.

L’Indice di Struttura della popolazione attiva (IS) è il rapporto percentuale tra la popolazione di età compresa tra i 40 e i 64 anni a quella tra i 15 e i 39 anni. Nelle popolazioni stabili o in crescita questo indice è inferiore al 100%, mentre nelle popolazioni tendenzialmente e fortemente in calo il rapporto supera il 100%. A livello provinciale l’indice è pari a 133, ovvero, per ogni 100 persone di età compresa tra 15 e 39 anni ve ne sono 133 di età compresa tra 40 e 64 anni. Solo segnali sconfortanti quelli che emergono dal rapporto statistico provinciale che impongono agli amministratori locali scelte precise per frenare emorragia dei (pochi) giovani che nascono e frequentano le scuole in città, salvo poi il più delle volte scappare via alla ricerca di opportunità lavorative.

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