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Laura Scaravonati,
via al Mondiale dei trail
a Quito, in Ecuador

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Nella foto la squadra dei Freemind e una delle prove che dovrà affrontare

QUITO (ECUADOR) – Tutto è pronto al Centro Convegni del Parque Bicentenario di Quito, capitale dell’Ecuador che, per la prossima settimana, parlerà in parte anche casalese. O forse sarebbe meglio dire che Quito correrà, soffrirà, suderà e pagaierà casalese. Sì, perché l’ennesima “folle” prova di Laura Scaravonati, plurimedagliata azzurra di mountain bike originaria di Casalmaggiore, passa da una gara estrema come l’Adventure Race World Championship, il campionato mondiale, per quanto non riconosciuto a livello federale, dei trail.

La 36enne atleta del Corpo Forestale dello Stato partirà domenica mattina, dopo la presentazione al Centro Convegni già indicato, per una gara che prevede un percorso di 699 chilometri da affrontare tra mountain bike, trekking e kayak. La squadra, unica italiana in gara su 53 team da tutto il mondo, è quella dei Freemind, ossia la stessa che già lo scorso anno affrontò senza fortuna (non riuscì a chiudere la gara entro il tempo massimo consentito) in Costa Rica. Dal Centro al Sud America, Laura stavolta sarà accompagnata da Marco Ponteri, Andrea Villa e Beppe Scotti (l’unico assente rispetto a un anno fa è Mario Ruggiero, sostituito da Ponteri). La partenza, fissata alle ore 8 di domenica ora locale (in Italia saranno le 14) è prevista da una quota di 3600 metri e il saliscendi complessivo prevede discipline varie, che hanno come perno fisso l’utilizzo della mountain bike per circa 400 chilometri, del kayak per 100 chilometri e degli strumenti da trekking per 200 chilometri. Tra le novità anche l’arrampicata sulle corde con imbragatura, una sessione non prevista in Costa Rica.

L’unica facilitazione, si fa per dire, sta nel fatto che gli organizzatori forniranno il materiale relativo ai vari sport e ai vari percorsi da affrontare all’inizio di ciascuna sessione. I concorrenti (squadre da quattro, con obbligo di avere una donna nel team) dovranno leggere il percorso e orientarsi con una cartina in scala 1:50.000. I vincitori, stando alle previsioni, dovrebbero concludere il percorso in 5 giorni e 10 ore, mentre il cancello massimo entro il quale arrivare pena la squalifica è di 8 giorni. Inutile dire che Laura e i Freemind puntano essenzialmente a chiudere la gara, migliorando così l’esperienza d’esordio del 2013. All’epoca, era dicembre, Laura e compagni chiusero solo 9 delle 14 tappe previste dal percorso, chiudendo in 192 ore e 55 minuti (di fatto otto giorni circa).

Stavolta il raid prevede 100 km complessivi in meno ma un dislivello comunque importante e soprattutto un cancello temporale che si chiuderà 24 ore prima rispetto al 2013 (otto giorni al posto di nove). A titolo di cronaca, ricordiamo che i campioni del mondo in carica sono i Thule Adventure, svedesi, che a dicembre vinsero in 168 ore e 23 minuti. La tecnologia consente di tifare Laura Scaravonati anche da casa: è infatti possibile seguire, grazie al segnale Gps messo a disposizione dagli organizzatori, la gara dal seguente link, che aggiorna i movimenti delle squadre in tempo reale: http://live.huairasinchi.com/contact/. Non resta che augurare ai Freemind un caldo in bocca al lupo.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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