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Coldiretti: “In Regione
Fava ha rimesso
l’agricoltura al centro”

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Nella foto, l’assessore Gianni Fava

“Il merito dell’assessore viadanese Gianni Fava non è stato solo quello di aver condotto in porto in tempi rapidi un piano complesso come quello dello Sviluppo rurale in Lombardia, ma soprattutto di aver riportato al centro dell’agenda della Regione l’agricoltura, senza discriminazioni e con l’unica attenzione verso l’efficienza dell’intero comparto. Era l’unica possibilità che avevamo per rilanciare un settore che soffre”. Così ha detto Paolo Carra, presidente di Coldiretti Mantova, intervenendo mercoledì sera ad Acquanegra sul Chiese sul tema del “Psr 2014-2020 e l’agricoltura lombarda”, al quale hanno partecipato anche l’assessore alla partita, Gianni Fava, e – per un saluto – il consigliere regionale Anna Lisa Baroni. “Siamo stati i primi a chiudere il Programma di sviluppo rurale – ha ricordato Fava – e ora siamo in attesa del via libera definitivo di Bruxelles. Mercoledì mattina il ministero delle Politiche agricole mi ha detto che avrebbe acconsentito a far ottenere alla nostra Regione un’approvazione entro maggio. A me non va bene, perché non possiamo far perdere tutti questi mesi agli agricoltori lombardi”.

Agricoltori che, a sentire Paolo Carra, “sono pronti ad investire, nonostante la crisi del prezzo del latte e della suinicoltura. Ma il fatto che in passato i fondi destinati alla Lombardia siano sempre stati spesi bene e fino all’ultimo, ci lascia presagire che sarà ancora così nella programmazione futura”. Ai blocchi di partenza, l’assessore Fava ha ricordato che per la prima volta la Lombardia “potrà contare su un budget di 133 milioni superiore rispetto al passato, il 14,5% in più sul Psr 2007-2013, cifra che compensa parzialmente le perdite sul Primo pilastro della Pac, come conseguenza di una negoziazione fallimentare degli ultimi ministri delle Politiche agricole in sede comunitaria”.

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