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Non solo Pipén,
week end affollato
a Torricella

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Nella foto, lo spettacolo di sabato sera e il convegno di domenica

TORRICELLA DEL PIZZO – Una giornata quasi primaverile ha salutato l’inizio della “Fèsta dal Pipén”. Gli organizzatori, temerari da sfidare un calendario proibitivo (mettere in piedi una festa di queste dimensioni a fine gennaio non è da tutti), sono dunque stati premiati dalle condizioni meteo, e i visitatori hanno potuto passeggiare fra i tanti stand posizionati tra via Roma e via Libertà salutati dal sole. A dare il via alla festa la serata di sabato, nella quale Alessandro Zaffanella ha confermato tutte le sue doti di showman, accompagnato da una band e da un gruppo di ballo capaci di strappare applausi a ripetizione agli spettatori che poco prima avevano gustato e apprezzato la cena proposta dalla Scuola di cucina Einaudi di Cremona, di cui era presente il dirigente prof. Carmine Filareto. La domenica, poco dopo l’apertura degli stand coperti e all’aperto, è iniziata con il convegno “Casalasco, terra di musei”. Un titolo provocatorio scelto per sottolineare la folta presenza di musei di ogni tipo in un territorio non ancora capace di valorizzarli come meriterebbero. Il convegno si è tenuto all’Agriturismo Torretta, che ospita due di questi musei, quello di musica meccanica e quello di Storia Naturale.

Dopo il saluto introduttivo del sindaco Emanuel Sacchini, Giuseppina Botti ha presentato l’attività del Gal Oglio Po, le attività portate avanti e l’ottimo riscontro, cui è seguito l’aumento dei comuni aderenti e dei soci privati. “Partiamo dal territorio ascoltando i suoi bisogni – ha affermato – poi è necessario far partecipare i soggetti”. Non è importante solo valorizzare i musei, ha poi aggiunto, ma anche il filone enogastronomico. Così come è fondamentale lavorare su comparti produttivi che possano generare reddito (come ha ribadito poi a conclusione  del convegno l’imprenditore Zelindo Madesani, presente fra il pubblico). Il nostro territorio è vasto e ricco di percorsi ciclo-pedonali, ha proseguito Giuseppina Botti, e si sono costruiti pacchetti turistici, ricordando i due progetti finanziari sui musei che vedono enti capofila i comuni di Sabbioneta e Scandolara Ravara.

Roberta Ronda ha illustrato invece l’attività dei musei di Casalmaggiore, e soprattutto il lavoro sui servizi educativi museali che sta portando avanti da anni, che hanno certamente una ricaduta sul turismo. Ha poi presentato alcuni ragazzi presenti in sala che stanno svolgendo un progetto che coinvolge le scuole. “Il titolo è “Casalasco terra di musei” colpisce – ha affermato Ronda – ma è una affermazione vera, se si pensa solo negli ultimi dieci anni a quanti musei si sono aperti o ristrutturati”. Cristina Valenti, per il comune di Sabbioneta come detto capofila del progetto “Viaggiare nell’Oglio Po”, ha spiegato in cosa consiste il progetto stesso, chi coinvolge (tanti comuni e musei, tra i quali proprio quelli ospitati in Torretta) e quanto si è investito: ben 150mila euro. “Prima di tutto – ha detto – bisogna capire chi siamo e dove vogliamo andare. Il nostro territorio ha grandi potenzialità, siamo vicini a grandi arterie di traffico, ma dobbiamo superare il problema legato all’assenza di comunicazione tra i vari soggetti presenti sul territorio”.

Franco Severi, presidente nazionale Ammi (l’associazione di musica meccanica) è giunto appositamente da Cesena, ed ha sottolineato come noi italiani sappiamo calarci bene in ogni situazione, ma siamo anche individualisti e “piagnoni”. “Ci sono un sacco di cose che funzionano – ha sostenuto – e dobbiamo smetterla con questa negatività”, ha chiuso ribadendo la necessità di collaborare. Infine Simone Ravara, curatore del Museo Paleoantropologico di San Daniele Po, ha spiegato come quello che dirige sia un museo legato al territorio, e di come i vari reperti, ossa in particolare che testimoniano il lontanissimo passato delle nostre terre, siano portati da persone che li ritrovano vicino al Po. Ha poi elencato i più preziosi tra questi, dal neanderthaliano Paus al cranio di rinoceronte trovato un anno fa, dai resti di un elefante che si trovava in una soffitta all’ultima novità, l’osso di un leopardo rinvenuto poco più di un mese fa.

Alla fine tutti in strada per le bancarelle. Nell’arco della giornata migliaia di persone sono giunte a Torricella e fortunatamente si sono suddivise abbastanza equamente tra i vari orari, senza intasare troppo (fa eccezione la distribuzione gratuita di polenta pasticciata, che crea una ressa notevole e verrà ripetuta domenica prossima), ma garantendo un costante afflusso sino al tramonto, sino quando come ormai da tradizione i superstiti si ritrovano a cenare nell’Osteria del Borgo, la sala più piccola specializzata in marubini.

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