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Truffe online per
3 milioni: dieci arrestati,
uno è piadenese

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TORINO / PIADENA – C’è anche un piadenese tra i nomi presenti nell’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torino per riciclaggio internazionale di denaro. Dall’alba di questa mattina, oltre 130 Finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza torinese e di altri reparti del corpo, stanno dando esecuzione all’ordinanza restrittiva nei confronti dei promotori e complici di un’articolata e ramificata organizzazione criminale, a carattere transnazionale, costituita da 20 soggetti, principalmente di nazionalità nigeriana. Una dedita al riciclaggio di denaro proveniente da truffe on line e frodi informatiche. Il tutto per un valore di almeno 2,6 milioni di euro a danno di soggetti ed aziende italiane, cittadini statunitensi e di altri Paesi europei. Sono in corso 32 perquisizioni locali/domiciliari in Piemonte, Lombardia, Campania e Veneto. Le misure cautelari hanno come destinatari otto cittadini nigeriani e due italiani: questi ultimi, uno dei quali residente a Piadena, emersi nell’ambito dell’inchiesta relativa all’omicidio del Consigliere comunale torinese Alberto Musy, condotta dalla Squadra Mobile di Torino, che ne sta curando l’esecuzione.

La complessa azione investigativa, durata oltre due anni e condotta sotto la direzione del Pubblico Ministero, dott. Roberto Furlan, ha consentito di disarticolare un’associazione per delinquere, costituita da 20 soggetti indagati, ed è stata svolta in collaborazione con il Federal Bureau of Investigation (F.B.I.) del Governo degli Stati Uniti. Le modalità truffaldine/fraudolente poste in essere a monte dell’attività di riciclaggio sono di due tipologie. L’intromissione nella corrispondenza commerciale di alcune aziende italiane, attraverso fittizi messaggi di posta elettronica creati ad hoc. In particolare, nel momento in cui le società dovevano ricevere dai propri clienti somme di denaro – o viceversa disporre pagamenti verso i fornitori – venivano generate ed inoltrate ai soggetti preposti a regolare la transazione finanziaria delle comunicazioni mail, che indicavano coordinate bancarie difformi, così da dirottare i fondi sui conti correnti riconducibili ai membri dell’organizzazione (frode informatica mediante accesso abusivo ai sistemi informatici). L’intreccio di relazioni sentimentali su siti specializzati in incontri online ad opera di soggetti nigeriani, i quali, spacciandosi per individui di nazionalità diverse, riuscivano, dapprima ad adescare le vittime straniere (specialmente cittadine statunitensi), giungendo addirittura, in taluni casi, a formulare promesse di matrimonio, e, in un secondo momento, richiedevano l’invio di denaro a fronte di contingenti difficoltà finanziarie (truffa online denominata Internet romance scam).

Nel meccanismo di riciclaggio, un ruolo chiave è stato svolto da un agente “money transfer”, sito in Torino, attraverso cui sono confluiti plurimi trasferimenti di denaro a beneficio degli indagati, i quali venivano identificati a mezzo di documenti falsi, ovvero con nominativi di fantasia. All’esito dell’azione investigativa posta in essere dalla Guardia di Finanza, scaturita da una richiesta di collaborazione delle Autorità americane volta all’identificazione di persone residenti in Italia, che avevano ricevuto numerosi bonifici bancari e trasferimenti money transfer da alcune cittadine americane con le quali avevano instaurato una relazione sentimentale “virtuale”, sono state analizzate e ricostruite oltre 3500 transazioni finanziarie estremamente articolate, congegnate in modo da ostacolare l’identificazione del denaro proveniente dalle truffe on line e/o dalle frodi informatiche. E’ stato così accertato, attraverso lo sviluppo di segnalazioni per operazioni sospette e delle risultanze delle indagini finanziarie, che gli indagati, ricevuto il denaro sui propri conti correnti bancari o postali, operavano, successivamente, decine di trasferimenti allo scopo di dissimularne la reale provenienza e rendere tortuoso il tracciamento delle somme; l’ingegnoso modus operandi, che ha richiesto il concorso coordinato di numerose persone, avrebbe reso, di fatto, estremamente difficile ricondurre il singolo movimento finanziario a condotte di riciclaggio, in assenza di una visione complessiva d’insieme.

Infatti, a seguito delle operazioni di riciclaggio del denaro proveniente da diversi Paesi (es., Stati Uniti, Belgio, Spagna, Inghilterra, Cina, Germania), le provviste venivano nuovamente trasferite all’estero (es. Singapore e Nigeria), ovvero prelevate in contanti nell’arco di pochi giorni. Monitorando l’attività di alcuni membri della consorteria, è stato rilevato che i prelevamenti sono avvenuti secondo modalità ricorrenti: essi eseguivano una vera e propria “maratona”, dando corso, in poche ore, ad una pluralità di prelievi, di piccole somme, in decine di dipendenze bancarie o postali, site in diverse zone di Torino. Quanto sinora emerso dalle indagini ha messo in luce solo una parte della reale entità dell’attività illecita che, verosimilmente, potrebbe avere dimensioni ben più rilevanti. Considerata l’estensione transnazionale del fenomeno criminoso, è stata avviata una collaborazione con l’Agenzia europea di polizia Europol, oggi presente a Torino negli uffici del Nucleo Polizia Tributaria con un team di analisti, finalizzata ad un’attività coordinata a livello europeo tesa all’individuazione di ulteriori soggetti coinvolti negli altri Stati membri, facenti parte della medesima organizzazione.

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