Crisi idrica, Piloni: “Bene il rilascio d’acqua, ma otto giorni non bastano”
Secondo il consigliere regionale del Pd, la misura annunciata rappresenta un primo passo, ma non è adeguata alla gravità della crisi idrica attuale
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“È sicuramente positivo l’accordo che prevede il rilascio di 5 milioni di metri cubi d’acqua al giorno fino al 24 luglio. Ma perché limitarsi a soli otto giorni? Nel 2022 il rilascio straordinario durò venti giorni”. Così il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni commenta l’intesa raggiunta per far fronte alla grave crisi idrica.
“Il 9 luglio scorso – prosegue Piloni – Arpa ha registrato che, mentre i nostri fiumi sono a secco, negli invasi idroelettrici erano stoccati 524 milioni di metri cubi d’acqua. Di fronte alla gravissima siccità che sta colpendo l’intera Lombardia, la Giunta regionale avrebbe dovuto intervenire tempestivamente nei confronti dei gestori degli invasi, chiedendo un rilascio straordinario ben più consistente di quello disposto finora. Mentre laghi, fiumi e torrenti sono in sofferenza, con danni enormi agli ecosistemi e pesanti ripercussioni sulle attività produttive, non ha senso trattenere milioni di metri cubi d’acqua negli invasi”.
“Bene quindi il rilascio annunciato, ma limitarlo a otto giorni è insufficiente – ribadisce il consigliere dem -. Nel 2022 il provvedimento fu mantenuto per venti giorni e oggi la situazione non è certo meno grave”.
“Il problema, però, è che si continua ad affrontare la siccità con un approccio esclusivamente emergenziale. Sappiamo che questi fenomeni saranno sempre più frequenti e non possiamo arrivare impreparati ogni estate. Occorre accelerare sugli investimenti infrastrutturali, sul potenziamento degli invasi e sulla manutenzione delle reti irrigue, per trattenere e utilizzare al meglio l’acqua disponibile. Solo due settimane fa, in Consiglio regionale, avevamo chiesto di affrontare proprio il tema degli invasi, dando attuazione al piano nazionale, ma la maggioranza non ha accolto la nostra proposta. Viene proprio il dubbio che questa maggioranza non sia all’altezza delle sfide che ci aspettano” conclude Piloni.