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Pomì, anche i numeri
dicono che sei
la migliore d’Italia

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Foto Sessa

CASALMAGGIORE – A lungo si ricorderà la strepitosa stagione 2014-2015 in casa Pomì Casalmaggiore, la stagione che ha portato una piccola cittadina della bassa cremonese a vincere lo scudetto. La grandezza di questa impresa è stata celebrata a dovere e verrà ricordata con un libro di prossima uscita, voluto dal Presidente della società VBC-Pomì Massimo Boselli Botturi, di cui ancora non vogliamo svelare i contenuti e il titolo, e al quale hanno collaborato in tempi record tanti giornalisti della stampa locale e nazionale che hanno seguito le vicende della squadra. Una grande stagione si diceva, certificata, oltre che dal risultato finale, anche dai numeri. Trentasei le gare giocate dalla Pomì Casalmaggiore, divise tra le ventidue di regular season che ha visto Tirozzi e compagne classificarsi al secondo posto con 46 punti equamente divisi tra andata e ritorno e frutto di sedici vittorie e sei sconfitte, le due di Coppa Italia (eliminazione per mano di Busto Arsizio) e le dodici di play-off scudetto.

Senza considerare quelli di Coppa Italia, le rosa hanno giocato 133 set, con Novara, vincitrice della regular season, ferma a 123 e la squadra che ha conteso sino alla fine alle rosa l’accesso alla finale, ovvero Conegliano, arrivata a quota 120. I meriti della cavalcata trionfale vanno equamente divisi tra tutte le componenti di questo gruppo di lavoro, le giocatrici, lo staff tecnico, la società e sottolineano la competenza di uno staff  medico-sanitario e l’oculatezza di un cammino di preparazione atletica che ha portato le atlete, rimaste in undici elementi dopo la lasciata a Febbraio di Valentina Zago destinazione Le Cannet in Francia, ad arrivare ai match decisivi ancora con tante energie fisiche e mentali in corpo. Non solo, le giocatrici della Pomì Casalmaggiore sono riuscite strada facendo nei 49 set della serie play-off, iniziata dal 2-0 nei quarti con la Sanitars Metalleghe Montichiari, passata dal 3 a 2 in semifinale con l’Imoco Volley Conegliano e coronata dal 3 a 2 in finale con l’Igor Gorgonzola, ad alzare l’asticella del proprio gioco e del proprio rendimento, impresa non da poco e che ha dato credito al ‘possiamo fare ancora meglio’ professato di partita in partita dal tecnico Davide Mazzanti.

Questa Pomì, da più parti definita pazza, per l’ostinazione di voler risalire ostentata nei momenti in cui è stata messa spalle al muro, ha messo in campo una lucida follia, la perseveranza, il sentimento di rivalsa, la voglia di emergere di tutte le proprie giocatrici che guarda casa, se si esclude Serena Ortolani, sono arrivate alla prima finale scudetto della carriera proprio con la formazione di Casalmaggiore e l’hanno centrata al primo colpo. Anche per questo la società casalasca le ricorderà una per una e loro conserveranno la stagione 2014-2015 in maglia Pomì, come un qualcosa di speciale da custodire gelosamente nel proprio cuore, come la stagione della favola rosa, la cavalcata di quella squadra che da piccola è diventata grande tra le grandi ed è salita la dove nessuno avrebbe mai immaginato, sul tetto d’Italia.

Mauro Vigna

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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