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Bozzolo, il congedo
del maresciallo
Giampaolo Bosi

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Nella foto, il maresciallo Giampaolo Bosi

BOZZOLO – Il carabiniere è come il parroco del paese interpellato da tutti e a cui tutti si rivolgono per sfogare le proprie confidenze. E’ normale pertanto che alla pari del religioso, la sua partenza sollevi nostalgia e rammarico. Il maresciallo di Bozzolo Giampaolo Bosi lascia il servizio dopo una lunga attività che lo ha visto, tra l’altro comandare le stazioni di Sabbioneta e Bozzolo in alternanza. Sabato prossimo il suo ultimo giorno di caserma dopodichè si ritirerà a Canneto sull’Oglio dove ha già trasferito mobilio ed effetti personali, oltre agli attestati di benemerenza che ha tolto dalla parete sopra la scrivania. Superfluo chiedergli di che cosa intenderà occuparsi d’ora in avanti: “Niente agenzie investigative, per carità. Di inchieste ne ho già condotte a sufficienza”. Bosi in effetti ha condotto un gran numero di operazioni ed è il comandante di stazione che detiene un record in fatto di casi legati ad omicidi, ben cinque a cominciare dalla giovane infermiera Rina Mei, passando dal vicedirettore delle Imposte dirette di Bozzolo arrivando ad Anna Baiardi e Lauro Vaccari entrambi uccisi a Sabbioneta terminando con Rodolfo Froldi l’agricoltore assassinato in un campo di mais. Interrotti molti traffici di stupefacenti anche se, come lui stesso precisa, su questo fronte occorrerebbe maggiore collaborazione da parte delle famiglie controllando di più i figli. “Il sindaco Giuseppe Torchio vorrebbe organizzare una festa d’addio ma io preferisco andarmene in silenzio così come sono arrivato”: afferma il maresciallo che ora indosserà i panni del nonno oltre che frequentare di più le feste con le orchestre di liscio di cui è grande appassionato. La stazione di Bozzolo fino a settembre verrà retta dal maresciallo Bottacchiari già presente in caserma.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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