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Caldo, corsa
contro il tempo
per il pomodoro

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Caldo, scatta in anticipo la raccolta del pomodoro. Le alte temperature di luglio – spiega la Coldiretti Lombardia – hanno accelerato di quasi una settimana la maturazione e gli agricoltori sono costretti a scendere in campo prima del previsto per salvare la stagione dell’oro rosso. Il via ufficiale ci sarà mercoledì 22 luglio a Torricella del Pizzo. E, a seguire, negli altri terreni dei soci del Consorzio Casalasco di Rivarolo del Re. Per salvare il raccolto – afferma Coldiretti Lombardia – gli agricoltori hanno dovuto aumentare l’irrigazione perché l’acqua evapora subito e il terreno resta asciutto: di solito si bagna per 5 ore ogni tre giorni, adesso invece si è saliti a 8 ore ogni due giorni. “Dobbiamo intervenire e raccogliere in fretta – spiega Paolo Voltini, coltivatore di pomodori proprio a Torricella del Pizzo e Presidente del Consorzio Casalasco – ma queste temperature stanno garantendo una buona maturazione e un buon livello di zuccheri. La qualità sarà molto alta e verrà fuori una bella salsa”. I primi ad essere raccolti saranno i pomodori tradizionali da industria, poi i datteroni e infine a metà agosto la varietà che ha un concentrato naturale di licopene, un potente antiossidante. Quest’anno si prevede una resa di oltre 750 quintali per ettaro, con una produzione totale che dovrebbe sfondare i 6 milioni di quintali, pari a circa il 23 per cento dell’intera produzione del nord Italia che si attesterà su 2,6 milioni di tonnellate. In pratica – spiega la Coldiretti regionale – il nord produce la metà di tutto il pomodoro italiano.

Intanto la Lombardia ha aumentato le superfici del 13,4 per cento rispetto allo scorso anno, passando da 7.128,6 a quasi 8.087 ettari. Le province più “pomodorifere” sono Mantova con il 50,7% dei terreni (4.097,8 ettari), Cremona con il 26,5% (2.147 ettari) e Pavia con l’11,6% (941 ettari), a seguire Brescia con il 6,5% (527,7 ettari), Lodi con il 3,3% (264,5 ettari) e Milano con l’1,3% (102 ettari). Dal punto di vista dell’incremento delle superfici a pomodoro – spiega la Coldiretti Lombardia – i valori maggiori si registrano a Lodi con un +58,5% e Brescia con un +47,3%. Mantova ha aumentato di quasi il 14% e Cremona di quasi il 7%. Quest’anno – spiega Coldiretti Lombardia –il prezzo ai produttori dovrebbe attestarsi fra i 92 e i 93 euro a tonnellata, a seconda dei volumi ritirati a fine campagna la netto degli scarti e a seconda dell’andamento del mercato e della concorrenza internazionale dove California e Cina la fanno da padrone con circa 19 milioni di tonnellate, mentre nel bacino del Mediterraneo gli italiani se la giocano con i 2,7 milioni di tonnellate della Spagna, il milione e 400 mila del Portogallo e i due milioni e mezzo della Turchia.

“Il pomodoro – conclude Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – è una produzione di punta della nostra regione e del nord Italia e racconta molto bene il nostro Paese e la nostra cultura gastronomica. Per questo nel Padiglione di Coldiretti a Expo insieme al Consorzio Casalasco abbiamo scelto di dedicargli uno spazio specifico nel quale raccontiamo non solo le coltivazioni ma anche i prodotti lavorati e il loro viaggio nel mondo”. La Pomì, ad esempio, la salsa che nasce dai pomodori degli agricoltori del Consorzio Casalasco nel quadrilatero compreso fra Cremona, Mantova, Parma e Piacenza – spiega Coldiretti Lombardia – viene consumata ai quattro angoli del pianeta: negli Stati Uniti, in Russia, in Europa (Germania e Austria in testa), in Giappone, in Australia e anche negli Emirati Arabi.

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